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Le notizie sulla presunta esistenza di irregolarità su affidamenti relativi all’emergenza sanitaria legata alla pandemia in Puglia stanno portando le autorità a indagare anche sulla costruzione dell’ospedale-Covid all’interno della Fiera del Levante.

“È una fase in cui la Magistratura può e deve accertare ogni procedura nell’interesse della collettività – scrive Cobar in una nota – e la nostra azienda intende cooperare pienamente, con la serenità di chi sa di aver rispettato la legge in qualsiasi circostanza. Come tutte le imprese coinvolte nella gestione dell’emergenza, siamo consapevoli del dovere morale di rispondere del nostro operato, e siamo fiduciosi di poter dimostrare la nostra estraneità a qualsiasi condotta inopportuna.

“Ribadito questo tema per noi basilare – prosegue la nota – vogliamo precisare due elementi su cui ci pare non ci sia sufficiente chiarezza. L’ospedale Covid in Fiera è stato costruito in tempi strettissimi (poco più di un mese e mezzo) insoliti per un’opera di quell’importanza e dimensione. Un’urgenza dovuta alla necessità di intervenire tempestivamente in aiuto delle istituzioni per fare fronte alla più grave emergenza sanitaria dell’ultimo secolo. Questa rapidità ha portato a due conseguenze. La prima è stata la necessità di avvalerci di fornitori che garantissero la più alta professionalità dal punto di vista delle competenze tecnologiche e la massima rapidità in fase di esecuzione dei lavori. Per questo, già nel capitolato di gara, abbiamo inserito, tra i diversi altri subfornitori, la Casaluci SRL, che ritenevamo e riteniamo ancora l’impresa con il più elevato know how circa le pareti rivestite in ambito ospedaliero.

In secondo luogo può capitare che una progettazione così complessa e allo stesso tempo urgente possa subire aggiornamenti e integrazioni in corso d’opera, con un conseguente aumento dei costi. È un’esperienza che chiunque abbia curato lavori in edilizia (a partire da una ristrutturazione di un’abitazione o di una proprietà) conosce bene.

Così è accaduto anche per la costruzione dell’Ospedale-Covid in Fiera: a lavori già in corso, la committenza ci ha chiesto di prevedere la realizzazione di nuove sale operatorie, di un reparto dedicato ai dializzati, dell’hub vaccini e dei relativi uffici amministrativi, di impianti elettrici decisamente più potenti rispetto a quanto previsto per aumentare la sicurezza della struttura, di impianti meccanici più potenti per sopperire le obsolescenze funzionali dei padiglioni esistenti, corridoi di collegamento delle T.I. coperti e meccanizzati con pressione negativa, pavimentazioni più spesse per neutralizzare i difetti delle pavimentazioni esistenti, interventi sulle coperture, sulle strutture e sugli ambienti dei padiglioni esistenti. Questo, e solo questo, spiega i motivi dell’incremento dei costi rispetto alle stime iniziali.

Affrontiamo dunque questa fase di indagini con tranquillità, ma allo stesso tempo con il desiderio di difenderci da ricostruzioni infondate e allusive che minano una reputazione costruita in oltre 40 anni di lavoro duro e silenzioso, con la fedina penale immacolata. Restiamo dunque doverosamente al servizio della Magistratura, confidando che sia fatta al più presto piena chiarezza – conclude – nel nome della verità e della giustizia”.


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