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Presidio anche a Bari, di studenti e lavoratori, questa mattina davanti all’Ufficio Scolastico Regionale  contro l’alternanza scuola – lavoro, in seguito alla morte di Lorenzo Parelli, lo studente di 18 anni schiacciato da una trave d’acciaio in una fabbrica metalmeccanica nei pressi di Udine lo scorso venerdì.

“Di scuola-lavoro non si può morire –  è lo slogan più diffuso nelle piazze di tutta Italia – i manifestanti non accettano che un evento così grave come la morte di uno studente sul lavoro possa essere derubricato a fatto di cronaca o considerato una fatalità imprevedibile. Le manifestazioni promosse da collettivi e studenti sollevano una contestazione chiara del modello dell’alternanza scuola-lavoro, denunciando la totale mancanza di tutele e sicurezza per gli studenti impegnati in percorsi che lì vedono lavorare gratuitamente e senza nemmeno limiti orari giornalieri”, si legge in una nota.

“L’alternanza insegna agli studenti un lavoro fatto di sfruttamento e precarietà, insegna loro che è normale morire sul proprio luogo di lavoro, come nei fatti avviene ad oltre tre lavoratori ogni giorno”, dichiara dalla manifestazione di Torino Simon Vial, responsabile scuola del Fronte della Gioventù Comunista (FGC).

Adesione alla giornata di mobilitazione arriva anche da diversi sindacati, che a Bari hanno visto partecipi rappresentanze di Cobas assieme a studenti del liceo Flacco, universitari e altre realtà territoriali.


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