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Puglia, droni e sensori per individuare i focolai di xylella: “Prevenire nuove epidemie”

Pubblicato da: redazione | Gio, 24 Febbraio 2022 - 20:00
Xylella
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Droni e sensori per individuare i focolai di xylella, il batterio killer degli ulivi. E’ quanto previsto dall’accordo tra Dta (Distretto tecnologico aerospaziale) e Unaprol (Unione nazionale produttori olivicoli.

Obiettivo, monitorare precocemente la malattia degli alberi simbolo della Regione. Il progetto, in particolare, prevede anche la partecipazione di Planetek Italia, Enav e il Cnr. “Grazie alla tecnologia – si legge in una nota – sarà possibile la individuazione dei focolai nei primissimi stadi della infezione, per ridurne la velocità di avanzamento”.

Entrando più nel dettaglio è prevista l’elaborazione di immagini acquisite via satellite, aereo, drone e rilievi terrestri, che potranno rendere maggiormente esaustive le attività di monitoraggio. L’intento è quello di perlustrare l’intero territorio regionale definendo strumenti di intervento con validazione scientifica da mettere a disposizione di amministrazioni pubbliche e imprenditori agricoli che potranno intervenire con potature e lavorazioni del terreno.

L’accordo durerà sino a dicembre 2024. Per il presidente del Dta, Giuseppe Acierno, “le tecnologie e gli strumenti digitali genereranno una trasformazione anche nel settore agricolo ed agroalimentare”. A fare eco alle sue parole quelle del direttore nazionale Unaprol e direttor Coldiretti Puglia, Nicola Di Noia, il quale ha ricordato che “monitoraggio, campionamento, analisi di laboratorio e continua ricerca, considerato che non esiste ancora una cura per la batteriosi, per l’individuazione dei focolai nei primissimi stadi della infezione su piante sensibili e la successiva rimozione secondo legge, restano l’unica soluzione per ridurre la velocità di avanzamento della infezione” – ha concluso.

“Il miglioramento dei programmi di sorveglianza – ha detto infine Donato Boscia, dirigente di ricerca del Cnr-Ipsp (Istituto per la protezione sostenibile delle piante) – è un obiettivo strategico per prevenire l’insorgenza di nuove epidemie in aree indenni o contenere l’ulteriore diffusione di epidemie in atto” – ha concluso.

Foto repertorio

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