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Circa un centinaio di braccianti migranti stagionali, impegnati nella raccolta delle ciliegie a Turi, sono ospitati in una struttura definita “foresteria” che invece, stando alle segnalazioni, somiglia più “ad un campo profughi improvvisato”. La denuncia arriva dalla Flai Cgil Bari.

A preoccupare il sindacato, oltre alle condizioni in cui sono ospitati i migranti, anche la tassa di soggiorno di un euro (al giorno) che pagano al Comune. Sono solo alcune delle ragioni che hanno portato la Flai Cgil a chiedere un incontro al Prefetto di Bari nel tentativo di ottenere risposta. “La foresteria – ha sottolineato il sindacato – è quella per cui più di un mese fa la Regione Puglia aveva messo a disposizione dell’amministrazione comunale di Turi circa 160.000 euro”.  I braccianti, secondo quanto denunciato dalla Cgil, alloggiano in “gazebo di plastica della misura di 4×4 mq assolutamente privi di qualunque accessorio o arredo che possa renderli abitabili. All’interno è presente solo una pedana di legno sulla quale i lavoratori hanno sistemato materassi di fortuna donati dalle associazioni o coperte sulle quali dormire” – hanno precisato.

All’interno della “foresteria” sarebbero presenti servizi igienici e docce, ma, denuncia ancora la Cgil “risultano insufficienti in quanto la struttura di accoglienza era stata programmata per ospitare un numero massimo di 120 persone, mentre al momento ne ospita 185 e nella zona circostante, sistemati in piccolissime e precarie tende da campeggio, sono presenti altre 350 persone”. La tassa di soggiorno che i braccianti devono pagare al Comune di Turi, viene pagata, spiega infine il sindacato “sulla base di un’ordinanza del commissario prefettizio che ha retto l’amministrazione comunale fino al 2019”. Il sindaco della città si era impegnato ad abolire la tassa, ma ad oggi, la situazione resta invariata.

La realizzazione della foresteria rientra nella cornice dei contributi tracciati dalle misure previste nel Piano regionale “Politiche per le migrazioni 2021-2023” e nel Piano triennale di contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura e al capolarato 2020-2022. Per realizzarla, dalla Regione, era arrivato un contributo straordinario volto ad accogliere circa 120 braccianti agricoli.

Foto Ansa


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