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Bari, il Covid mette a dura prova i campi estivi: “Troppi casi, associazioni stremate”

Pubblicato da: Francesca Emilio | Dom, 24 Luglio 2022 - 07:00
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“Quest’anno si pensava che finalmente si dovesse tornare alla normalità, invece, inaspettatamente d’estate, il Covid ha colpito moltissimi bambini mettendo a dura prova sia l’organizzazione delle attività, sia la loro pazienza, fortemente provata dai due anni appena trascorsi”. E’ quanto dichiarato a Borderline24 dalla coordinatrice di un campo estivo che si svolge nel Barese.

Dall’incremento dei contagi alla paura del Covid che, nonostante l’emergenza sanitaria “archiviata”, continua a privare molti di quella normalità perduta ormai due anni fa. Sono solo alcune delle motivazioni che hanno portato i genitori a dover rinunciare ancora al momento di convivialità tanto atteso per l’estate, mettendo così in grave difficoltà gli organizzatori dei campi estivi, che avevano investito in vista di numeri molto più alti.

“Una stagione che doveva essere normale – ha sottolineato la coordinatrice – si è trasformata in un incubo. Dopo la partenza con il boom a giugno, abbiamo iniziato a veder venir meno le presenze, soprattutto dalla terza settimana in poi, momento in cui tanti bimbi erano rientrati dalle vacanze, prenotate dai genitori in periodi meno costosi di quelli del mese d’agosto, con il Covid. In tanti dopo essere tornati a casa dai viaggi, non sono più rientrati al campo estivo. Quest’anno speravamo davvero che si potesse tornare a vivere sereni e quindi a veder frequentati i campi estivi dai numeri pre-Covid, con tanti bambini e genitori abbastanza sicuri perché un po’ la paura era passata, invece siamo stati travolti da un’amara sorpresa, per giunta d’estate, dopo anni di sacrifici, soprattutto per i piccoli” – ha aggiunto.

Nelle precedenti stagioni, fa sapere la referente, durante l’estate non erano stati registrati casi tra i bambini, ma l’emergenza sanitaria aveva portato molti a scegliere di non frequentare luoghi affollati. “Per due estati abbiamo vissuto nella paura, con numeri bassissimi, ma sempre facendo molta attenzione a tutto – ha proseguito – lo stesso abbiamo fatto quest’anno, ma non è bastato. È la prima volta che abbiamo una situazione del genere. Il virus è diventato più forte. Siamo partiti con tantissime iscrizioni, ma ad oggi ci sono passati praticamente un po’ tutti. Solo il 20% dei partecipanti ai campi non lo ha preso. Questo ha chiaramente messo in difficoltà l’organizzazione, perché ci si era attrezzati per numeri più alti che ha reso necessario investire per il materiale, ma anche per gli operatori. Ad oggi posso affermare con certezza che ogni settimana mancavano dai 20 ai 30 bambini in su, un danno non indifferente. Avrei dovuto limare le presenze nello staff, ma non me la sono sentita, piuttosto ho rinunciato al mio stipendio e ad ammortizzare le spese effettuate ad inizio stagione, che come associazione speravamo di recuperare. E’ stato inaspettato, soprattutto quest’anno” – ha precisato.

La preoccupazione più grande però, non riguarda solo l’aspetto economico. “In un modo o nell’altro noi ce la caveremo – ha detto la coordinatrice – mi preoccupano i bambini. I bambini stanno affrontando una prova durissima, dopo due anni di didattica a distanza e sacrifici, i genitori hanno finalmente trovato il coraggio di farli tornare a passare del tempo con gli altri, ritrovandosi a dover passare poi anche più di un mese a casa, perché tra genitori e piccoli lo hanno preso tutti. Molti sono stati malissimo, nonostante tutte le precauzioni, i vaccini, le mascherine e il fatto che questa variante fosse considerata più blanda. Speriamo davvero che tutto questo possa finire, doveva essere un’estate normale, ma sono state settimane di sofferenza e ci auguriamo che finisca qui, per poter tornare davvero tutti a vivere serenamente” – ha concluso.

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