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Punta Perotti a Bari, il Comune va in Cassazione: “No al risarcimento”

La decisione della giunta

Pubblicato da: Samantha Dell'Edera | Sab, 28 Ottobre 2023 - 08:07
Abbattimento Punta Perotti

Il Comune di Bari ha deciso di ricorrere in Cassazione contro le sentenze della Corte d’Appello che lo hanno condannato, insieme a Regione Puglia e Ministero, a pagare delle somme pari  a 13 milioni di euro, agli ex costruttori, Sud Fondi (10,8 milioni) e Mabar (2,5 milioni).

Sono due le sentenze che hanno visto condannare i tre enti pubblici e  risalgono a settembre e ottobre 2022. Con la prima la Corte d’Appello ha condannato  Comune di Bari, Regione Puglia e Ministero della Cultura a risarcire alla Sudfondi, la società in liquidazione dei Matarrese, 8 milioni e 700mila euro per Punta Perotti (più spese accessorie). La Corte d’Appello ha quindi accolto, in parte, la richiesta dei Matarrese  come risarcimento del danno patrimoniale subito dall’abbattimento – avvenuto nel 2006 – dei palazzi di Punta Perotti. I costruttori avevano impugnato la sentenza con la quale invece il Tribunale nel 2014 aveva rigettato la loro domanda di risarcimento che era pari a 540 milioni di euro.

Tutto ha inizio nel 1995 quando cominciarono i lavori della lottizzazione poi ritenuta abusiva. In realtà nel 2001 gli imprenditori furono tutti assolti perché loro avevano avuto regolarmente i permessi degli enti. Permessi però che andavano in contrasto con la normativa. Come recitava la sentenza: “I procedimenti di formazione dei due piani di lottizzazione nn. 141/1987 e 151/1989 erano illegittimi, in quanto: i piani erano stati adottati in violazione delle misure urbanistiche di salvaguardia (inedificabilità assoluta) imposte dalla legge regionale”. Ma nessuno aveva controllato.  “Le concessioni edilizie erano illegittime ed inefficaci, quanto meno perché rilasciate in mancanza di un piano di lottizzazione legittimo ed in carenza dell’autorizzazione paesaggistica già prescritta”, recitava la sentenza.

La vicenda Punta Perotti va avanti, i palazzi vengono confiscati e demoliti poi nel 2006. L’illegittimità della confisca era già stata dichiarata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, che ha riconosciuto un risarcimento complessivo di 49 milioni di euro (37 alla sola Sud Fondi), già liquidati, per il mancato godimento dei suoli negli anni della confisca, dal 2001 al 2010.

Sentenza gemella per la causa tra Comune di Bari e Ma.bar. degli imprenditori Andidero.

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