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Bari, al via i lavori al Bellavista: “Ma noi rimasti senza palestra”

La denuncia: "Se il Comune si fosse fatto carico del problema alcune cose non sarebbero successe"

Pubblicato da: Francesca Emilio | Gio, 4 Gennaio 2024 - 17:23

“Il Bellavista? Doveva essere chiuso da più tempo. Non avrebbero dovuto farlo così. Adesso noi siamo rimasti per strada, senza palestra”. È il grido d’allarme della referente dell’Asd Tris associazione pallavolistica che, ormai da anni, utilizza il Bellavista, struttura sportiva situata a Japigia, per le attività sportive dedicate a ragazzi e ragazze, inserita nei lavori di Bari Costa Sud e dunque pronta ad essere rinnovata totalmente, dopo anni di incuria.

Già lo scorso 24 dicembre, sui social dell’associazione, era stato pubblicato un video. A parlare, in quel caso, erano le atlete che, per il nuovo anno, chiedevano a gran voce “una nuova palestra” in vista della chiusura. Oggi, a gennaio già iniziato, quel desiderio non è stato esaudito così, circa 60 ragazzine (solo per quanto riguarda la pallavolo), che già erano costrette a giocare spesso “sotto la pioggia”, sono rimaste ora senza un tetto sotto cui giocare il proprio sport preferito. Si tratta di ragazze regolarmente iscritte a campionati che, attualmente, non hanno un luogo in cui poter fare i propri allenamenti e devono affidarsi all’ospitalità di alcuni, in un mondo, quello delle palestre nel Barese, sempre più carente di spazi. Diverse sono infatti le denunce che arrivano da più fronti, l’ultima a ottobre 2023, con associazioni costrette al sold-out per la mancanza di spazi o il degrado degli stessi.

“La situazione del Bellavista era nota da tempo – spiega la referente – ma non avrebbero dovuto chiudere così. Si sono appellati a problemi di sicurezza, quando le problematiche erano le stesse di sempre. Quando pioveva sapevamo come, dove e quando non scivolare. Vero, la struttura è fatiscente, ma era la nostra casa. Prima hanno chiuso per due settimane, poi abbiamo giocato senza pubblico, dopo la decisione di chiudere definitivamente lasciandoci in mezzo a una strada. Avrebbero dovuto pensare a una soluzione per non lasciarci così. Dobbiamo ringraziare infinitamente la Fidal che ci ha concesso di rimanere anche in momenti particolarmente assurdi. Adesso però siamo fuori. Se il Comune si fosse fatto carico del problema, probabilmente, alcune cose non sarebbero successe. Una struttura non si riduce così dall’oggi al domani” – evidenzia. Adesso le difficoltà non mancano e non solo riguardano l’impossibilità per le associazioni, letteralmente, di lavorare, ma anche di permettere ai giovani di fare sport.

“Stiamo cercando buchi e invertendo gare – spiega – purtroppo nel Barese ci sono presidi che non vogliono dare le palestre. Gli spazi sono ridotti. Bisognerebbe intervenire e cambiare la regolamentazione comunale affinché le società possano avere priorità. Devo ringraziare alcuni direttori di buon cuore che si prenderanno la responsabilità di ospitarci, ma il problema non sarà mai risolto del tutto. In tutto abbiamo 150 ragazzine, siamo sempre costretti a mandare indietro molti per via della mancanza di spazi. Quello che stiamo subendo adesso è un ulteriore danno economico e sociale inimmaginabile. Aspettiamo risposte, sperando che almeno questa volta siano concrete” – conclude.

 

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