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Pronto ad uccidere moglie e figlia, tragedia sfiorata nella Bat

In manette 53enne

Pubblicato da: redazione | Mer, 17 Gennaio 2024 - 10:21
carabinieri

Nei giorni scorsi, il responsabile di un centro di recupero per alcolisti segnalava alla Centrale Operativa di aver ricevuto diversi messaggi WhatsApp da un utente del centro, il quale gli confidava di trovarsi sotto la casa dove vivono la moglie separata e la figlia maggiorenne, armato e fermamente intenzionato ad ucciderle entrambe. Su indicazione del Pubblico Ministero di turno della Procura di Trani, si procedeva al rintraccio dell’uomo ed alla messa in sicurezza della moglie e della figlia, che fino a quel momento non avevano mai sporto querela. Venivano quindi immediatamente allertate tutte le pattuglie della Compagnia al fine di rintracciare l’uomo, che veniva bloccato da personale della Sezione Radiomobile, mentre si trovava a bordo della propria autovettura, nei pressi dell’abitazione delle vittime. Il cinquantatreenne, a seguito di perquisizione, è stato trovato in possesso di un coltello lungo circa 38 cm, confermando espressamente ai carabinieri che lo avrebbe utilizzato per uccidere moglie e figlia.

Nel frattempo, acquisita la colpevolezza del pericolo che aveva corso, la moglie ha formalizzato denuncia-querela nei confronti del marito separato, riferendo che già da tempo ha subito, da parte dell’uomo, maltrattamenti ed atti persecutori, con frequenti minacce di morte. Il soggetto è stato quindi dichiarato in arresto per maltrattamenti in famiglia ed atti persecutori, anche in applicazione della nuova normativa sull’arresto in flagranza differita di cui all’art. 382 bis codice di procedura penale. Il Pubblico Ministero della Procura di Trani ha disposto che il cinquantatreenne fosse immediatamente condotto presso la Casa Circondariale di Trani e quindi chiedeva ed otteneva che il G.I.P. del Tribunale di Trani applicasse la misura della custodia cautelare in carcere. Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che i provvedimenti adottati non sono definitivi. L’eventuale colpevolezza dell’arrestato in ordine ai reati contestati, dovrà infatti essere accertata nel processo, in contradditorio tra le parti.

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