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Il Fentanyl ora fa paura, da Bari l’appello delle Comunità

"Le risorse sono esigue. Troppo rallentati gli accessi in comunità"

Pubblicato da: Rosanna Volpe | Mar, 2 Aprile 2024 - 10:13
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L’allarme arriva dal Ministero e ha fatto il giro delle tante comunità terapeutiche del territorio. Una circolare giunta anche nelle comunità pugliesi. Il rischio c’è e ora si cerca di giocare di anticipo. A spaventare e la veloce diffusione anche in Italia del Fentanyl. Un oppiaceo sintetico che negli Stati Uniti sta mietendo vittime – almeno 180 al giorno – soprattutto tra i giovani. Il Governo ha portato a metà marzo in Consiglio dei ministri un decreto legislativo con una stretta sul controllo del commercio dei cosiddetti “precursori” delle droghe: le sostanze chimiche con cui si possono produrre nei laboratori illegali pericolose droghe sintetiche, a cominciare proprio dal Fentanyl utilizzato in medicina come analgesico potente che riesce ad avere una potenza di almeno ottanta volte superiore a quella della morfina. Una nuova emergenza quindi che aggrava ulteriormente una situazione già molto complessa. “L’uso della droga – sottolinea Filippo De Bellis, presidente dell’agenzia pugliese di intervento e studio sulle dipendenza patologiche – non si arresta. L’attenzione non deve mai abbassarsi e le comunità in tandem con i Ser.D. devono essere pronte a individuare quanti hanno bisogno di un sostegno. Il problema è che in questo momento siamo in forte difficoltà”. Ed è presto spiegato.

Le risorse – scrivono ad unisono le comunità – sono insufficienti e il settore delle comunità terapeutiche per il recupero e la cura di pazienti con dipendenze patologiche (stupefacenti, alcol, gioco d’azzardo, ecc.) versano in grandi difficoltà. Una vera e propria emergenza che rischia di compromettere anche l’erogazione dei servizi essenziali per un’utenza particolarmente fragile, problematica e tutt’altro che esigua. I numeri, approssimati per difetto, sono particolarmente allarmanti: i quasi 5mila pazienti seguiti dalle circa 40 Comunità presenti in Puglia vedono oggi fortemente a rischio il loro diritto a prestazioni sanitarie rientranti nei L.E.A. (livelli essenziali di assistenza), con ricadute facilmente immaginabili sulla vita delle famiglie, ma anche sui costi di un Sistema Sanitario chiamato a farsi carico dell’aggravarsi di situazioni non più gestite e sulla serenità delle città, con un prevedibile aumento del disagio sciale e seri problemi di ordine pubblico. La scarsità delle risorse ha poi conseguenze anche sul fronte occupazionale, con 400 operatori che rischiano il posto di lavoro. Una situazione non più sostenibile che ha spinto le principali comunità del territorio a contestare dinnanzi al TAR le delibere di Giunta Regionale 809 e 1982 che riguardano i tetti di spesa, anche al fine di segnalare le situazioni di grande disagio che si ripercuotono sui Dipartimenti per le Dipendenze Patologiche delle ASL pugliesi. In altre parole questa situazione porta al blocco degli accessi nelle comunità. Cosa che rischia di alimentare un allarme sociale: “Siamo in una situazione di emergenza – spiega il responsabile sanitario della comunità, Grazia Schino, psicologa psicoterapeuta – e il vero timore è quello di non poter garantire il diritto di qualsiasi utente ad essere curato. La scorsa settimana l’accesso di un paziente che eravamo pronti ad accogliere, è stato bloccato. Lo abbiamo perso perché nel giro delle due settimane successive si è scompensato. E’ andato via di casa e tutto il lavoro fatto in corso di accoglienza è stato perso. Potrebbe succedere ancora”. Ecco spiegato quindi lo stato di agitazione delle comunità mentre ogni giorno una droga nuova uccide giovani e non.

Intanto il Governo porterà sempre in consiglio dei ministri anche una informativa sul Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di Fentanyl e di altri oppioidi sintetici. Il decreto anche per mettersi in linea con l’Europa adegua le sanzioni in caso di violazioni del commercio dei cosiddetti «precursori» e cioè «sostanze frequentemente utilizzate nella fabbricazione illecita di stupefacenti e sostanze psicotrope», come li definisce la Convenzione delle Nazioni Unite del 1988 contro il traffico illecito di stupefacenti. Vengono puniti con multe salate e reclusione le violazioni di registrazione legate all’immissione in commercio di queste sostanze, alla loro importazione e all’esportazione senza rispettare gli obblighi di notifica. Prevista anche in caso di violazione la sospensione dell’attività degli operatori autorizzati a trattare queste sostanze. Al di là dell’azione punitiva, che ha pure una funzione importante, rischia di traballare il recupero di quanti – e sono tanti – affetti da dipendenza patologica, senza un apporto terapeutico, rischiano di non farcela.

(Foto freepik)

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