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Accesso alle cure a rilento: problema per un italiano su 3

Difficile anche la comunicazione tra cittadini e medici

Pubblicato da: redazione | Sab, 26 Ottobre 2024 - 16:09
foto frreepik
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 Il problema dell’accesso è “la piaga della sanità pubblica, capace per la sua portata e per la sua trasversalità di mettere in secondo piano ogni altro ambito. Avere la percezione di trovare chiusa la porta di accesso al Servizio sanitario scolora gli altri problemi”. Così Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva sintetizza i risultati del Rapporto civico sulla salute di Cittadinanzattiva presentato oggi al ministero della Salute. Il rapporto analizza le segnalazioni dei cittadini raccolte nel 2023: 24.043 in tutto, in aumento di 9.971 unità rispetto all’anno precedente. Quasi 1 su 3 fa riferimento alle difficoltà di accesso alle prestazioni; segue con il 14,2%, il tema delle cure primarie, cioè le difficoltà nel rapporto tra i cittadini e i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. A seguire l’assistenza ospedaliera (13,3%), quella territoriale (11,1%) e infine la prevenzione (l’8,6%).

“Rivendichiamo per la sanità pubblica risorse maggiori e continuative, dopo che per anni essa è stata considerata una specie di salvadanaio a cui attingere per tappare i buchi di bilancio del nostro Paese, impoverita e desertificata”, ha aggiunto Mandorino. “Allo stesso tempo dobbiamo chiederci in che modo sono impiegate le risorse, visto che i Livelli essenziali di assistenza non sono ancora mai stati aggiornati, dal 2008 non si propone al Parlamento un Piano sanitario nazionale, e visto che sono state di recente approvate riforme pur significative, come quella sulla non autosufficienza degli anziani, senza investimenti e senza un Patto di corresponsabilità fra Stato centrale e Regioni”, ha concluso. Cittadinanzattiva ha inoltre indicato dieci priorità per il servizio sanitario: dalla piena attuazione dei Lea, alla redazione di un nuovo Piano sanitario nazionale, dal potenziamento delle infrastrutture digitali, al rilancio delle politiche sul personale sanitario e sulla prevenzione, fino al completamento della riforma della sanità territoriale e del decreto liste d’attesa.

(foto frreepik)

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