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Rara lesione pancreatica: intervento mini-invasivo con risparmio d’organo

Solo 60 casi al mondo

Pubblicato da: redazione | Gio, 16 Ottobre 2025 - 11:54
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Una donna di 66 anni, in buone condizioni generali, è stata sottoposta con successo a un intervento mini-invasivo di enucleoresezione pancreatica con risparmio d’organo per una rara lesione della testa del pancreas nell’ambito dell’attività chirurgica epatobiliare e pancreatica dell’Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari, Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico.

L’intervento è stato eseguito dal dottor Matteo Scaramuzzi, con la collaborazione del dottor Raffaele De Luca e del dottor Carmine Cartanese, dell’Unità operativa di Chirurgia generale a indirizzo oncologico diretta dal dottor Aurelio Costa.

La paziente era giunta all’osservazione circa due anni fa, a seguito della scoperta accidentale di una lesione circolare localizzata al processo uncinato del pancreas, in contatto di circa 180° con la vena mesenterica inferiore. Dopo un accurato percorso diagnostico e due discussioni collegiali multidisciplinari nell’ambito del team dedicato ai tumori rari, la paziente è stata sottoposta a ecoendoscopia bilio-pancreatica con prelievo bioptico, che ha consentito la definizione istologica della lesione: uno schwannoma, una neoplasia estremamente rara, con appena una sessantina di casi descritti nella letteratura scientifica internazionale.

“Questo intervento testimonia l’efficacia del modello multidisciplinare che caratterizza il nostro Istituto e la qualità del lavoro svolto dai nostri professionisti – spiega il Commissario Straordinario dell’oncologico barese Alessandro Delle Donne –. L’utilizzo di tecniche mini-invasive e di approcci chirurgici di risparmio d’organo rappresenta una frontiera della chirurgia oncologica moderna, capace di garantire risultati clinici eccellenti e una più rapida ripresa per i pazienti. È la dimostrazione di come la ricerca e l’innovazione, integrate nella pratica clinica quotidiana, si traducano in una cura più umana ed efficace”.

“L’intervento, eseguito con approccio mini-invasivo e tecnica di risparmio d’organo – dice Scaramuzzi – ha permesso la completa asportazione della lesione preservando la funzionalità pancreatica. Il decorso post-operatorio è stato regolare: la paziente è stata dimessa in quinta giornata e ha potuto riprendere rapidamente le normali attività quotidiane e lavorative”.

Questo risultato conferma come l’elevato livello di integrazione tra professionalità specialistiche, la discussione collegiale dei casi complessi e la presa in carico globale del paziente rappresentino i punti di forza dell’Istituto, dove team multidisciplinari dedicati per patologia garantiscono percorsi diagnostico-terapeutici personalizzati e di eccellenza.

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