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Regionali, in Puglia tre candidati “impresentabili” secondo la Commissione Antimafia

Ecco i nomi

Pubblicato da: redazione | Mer, 12 Novembre 2025 - 17:59
Elezioni

La Commissione parlamentare Antimafia ha individuato nove candidati risultati in violazione del codice di autoregolamentazione in vista delle prossime elezioni regionali. I nomi riguardano in particolare le regioni Puglia e Campania, con procedimenti penali pendenti o condanne definitive per reati gravi.

In Puglia risultano coinvolti tre candidati al Consiglio regionale. Antonio Ruggiero, in lista con Forza Italia – Berlusconi – PPE – Lobuono presidente, è stato rinviato a giudizio dal GUP del Tribunale di Bari il 6 dicembre 2022 per corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio. Il processo è tuttora in corso. Paride Mazzotta, candidato nella stessa lista, è stato rinviato a giudizio dal GIP di Lecce il 21 ottobre 2022 per turbata libertà degli incanti e autoriciclaggio. Anche il suo procedimento è in fase dibattimentale. Pasquale Luperti, anch’egli candidato con Forza Italia, è stato rinviato a giudizio dal GIP di Brindisi il 3 ottobre 2024 per corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio, con processo fissato per dicembre 2025.

Tra gli altri nomi compaiono Marcello Cocco (Alleanza civica per la Puglia), condannato in primo grado dal Tribunale di Roma per accesso abusivo a sistema informatico; Davide Cesarini (Democrazia cristiana con Rotondi) condannato per bancarotta fraudolenta e rinviato a giudizio per riciclaggio; Luigi Pergamo (Pensionati consumatori – Cirielli presidente), imputato per autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e sfruttamento del lavoro; Maria Grazia Di Scala (Casa riformista per la Campania), rinviata a giudizio per tentata concussione; Pierpaolo Capri (Unione di centro), a processo per riciclaggio; e infine Giuseppe Gebiola, candidato al Consiglio comunale di Caivano (Napoli) con Rinascita e progresso Caivano 2.0, rinviato a giudizio per false comunicazioni sociali. La Commissione ha inoltre segnalato violazioni del codice anche in alcuni Comuni sciolti per infiltrazioni mafiose ai sensi dell’articolo 143 del Testo unico degli enti locali, interessati dalle elezioni del 23 e 24 novembre.

Foto repertorio

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