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Bari, nasce il Premio Michele Fazio. Il padre: “Incontriamo le nuove generazioni per non farle cadere nelle mani delle mafie”

Nel giorno in cui Michele avrebbe compiuto 41 anni, nasce il premio a lui dedicato

Pubblicato da: redazione | Lun, 21 Settembre 2026 - 14:35
michele fazio

Un premio che porta il nome di Michele Fazio per trasformare il ricordo in impegno concreto tra i banchi di scuola: è quanto è stato presentato questa mattina nella sala giunta di Palazzo della Città, in un giorno che per la famiglia ha un significato particolare, perché è la data in cui Michele avrebbe compiuto 41 anni.

L’iniziativa nasce all’interno dell’Osservatorio comunale per la legalità e l’antimafia sociale e si rivolge alle scuole di Bari e agli under 25 della città, con l’idea di far conoscere a bambine, bambini, ragazze e ragazzi la storia di Michele attraverso elaborati e iniziative pensate per stimolare una riflessione sulla legalità, sulla cittadinanza attiva, sull’impegno civile, sul rispetto delle regole e sul senso di comunità. Il progetto è stato ideato dalla presidente del Municipio I Annamaria Ferretti e costruito grazie alla rete dell’Osservatorio, con il coinvolgimento diretto delle associazioni e dei soggetti che ne fanno parte.

A prendere la parola è stato Pinuccio Fazio, che ha voluto sottolineare il senso profondo di questa iniziativa: “Questa iniziativa è molto importante perché, come dice don Ciotti, non bisogna commuoversi ma bisogna muoversi – ha detto -. Io e mia moglie ci stiamo muovendo per incontrare le nuove generazioni e non farle cadere nelle mani delle mafie. I nostri ragazzi devono capire che chi ha a che fare con loro ha davanti a sé due strade, entrambe drammatiche: il carcere o il cimitero. Non c’è altra via d’uscita. Per questo bisogna muoversi. Oggi è anche il compleanno di Michele, avrebbe compiuto 41 anni. Michele vive e continuerà a vivere nel nostro ricordo come un eroe, un eroe di cui siamo molto orgogliosi. Di lacrime non ne abbiamo più, però abbiamo le gambe per camminare”.

Accanto a lui, Lella Fazio ha affidato alle parole un ricordo intimo del figlio, per poi lanciare un appello rivolto in particolare alle famiglie: “Oggi immagino Michele, che amava molto la famiglia, come un uomo, e lo vedo con la sua famiglia, con tanti bambini. Era un ragazzo innamorato della vita – ha aggiunto -. Bisogna collaborare. Se vogliamo un futuro migliore per i nostri figli, dobbiamo svegliarci e collaborare. Qualsiasi cosa vediate e notiate, collaborate con le forze dell’ordine e con la magistratura. Io dico di essere una ‘infame’ di legalità, e ne vado orgogliosa: per questo mi rivolgo specie alle mamme, perché le mamme possono e devono essere di esempio per i loro figli affinché scelgano di stare dalla parte giusta e non voltarsi dall’altra parte”.

“La memoria e il ricordo non possono essere un mero esercizio retorico: dobbiamo riempirli di contenuti – ha dichiarato il sindaco Vito Leccese -. L’impegno quotidiano di Pinuccio e Lella nel far vivere la memoria di Michele, legandola alla cultura della legalità, è straordinario. Oggi, con questo premio, facciamo in modo che la generazione da 0 a 25 anni, quindi i più giovani della nostra città, possa cimentarsi con l’elaborazione di iniziative e scritti capaci di far crescere la cultura della legalità. È da loro che dobbiamo partire per diffondere una cultura che non si riduce all’arresto di un criminale o all’arretramento della criminalità organizzata, ma che deve fondarsi sulla comprensione e sulla piena consapevolezza del valore del rispetto delle regole e dei rapporti reciproci all’interno della comunità. In fondo è questo il messaggio che i genitori di Michele continuano a testimoniare con il loro impegno: Bari non appartiene alle organizzazioni criminali, ma a tutti i cittadini , e sono la stragrande maggioranza, che rispettano il prossimo, le leggi e le regole del vivere civile”.

Il Premio Michele Fazio punta a costruire un percorso in cui la memoria non resti legata soltanto alla commemorazione, ma diventi occasione concreta di conoscenza, confronto e partecipazione. Attraverso il coinvolgimento delle scuole e dei giovani under 25, la storia di Michele potrà essere riletta, anno dopo anno, dalle nuove generazioni, diventando uno spunto per interrogarsi sul proprio ruolo nella comunità e sulla responsabilità, individuale e collettiva, nella costruzione di una città libera dalle mafie.

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