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Al Sud è più “pericoloso” essere bambini: il report

Anche la Puglia risulta ad elevata criticità sul fronte del rischio del maltrattamento, anche a causa di condizioni socio-economiche più difficili

Pubblicato da: redazione | Mar, 18 Novembre 2025 - 12:28
scuola bambini bimbi

 Secondo l’ultima edizione dell’Indice regionale sul maltrattamento e la cura all’infanzia in Italia di Fondazione Cesvi, le regioni italiane dove è “più pericoloso essere bambini” sono, Campania, Sicilia, Puglia e Calabria, dove non solo sono presenti fattori di rischio elevati, ma si riscontrano anche importanti criticità sul fronte del sistema dei servizi di contrasto, che risultano al di sotto della media nazionale.

In linea generale, quasi tutte le regioni del Meridione, secondo il rapporto, sono “ad elevata criticità” sul fronte del rischio del maltrattamento, anche a causa di condizioni socio-economiche più difficili: nelle regioni del Mezzogiorno il 43,6% dei bambini e ragazzi con meno di 16 anni è a rischio di povertà o di esclusione sociale, un dato estremamente più elevato sia rispetto alla media nazionale (26,7%) che rispetto ai dati territoriali relativi al Centro (26,2%) e al Nord Italia (14,3%)7.

“Sebbene episodi di maltrattamento possano avvenire indipendentemente dagli status socioeconomici – spiega il direttore generale di Cesvi Stefano Piziali – vivere in un quartiere o in un contesto familiare povero aumenta fortemente i rischi. La povertà materiale, educativa, e relazionale si configura, infatti, come uno dei fattori predittivi più rilevanti di episodi di abuso e trascuratezza, anche perché l’indigenza può rappresentare un rilevante fattore di stress genitoriale. Per garantire i diritti ai bambini nati in zone ad alto rischio di povertà, esclusione sociale, trascuratezza e maltrattamento in Italia, sono, dunque, fondamentali interventi mirati a rafforzare le capacità familiari e migliorare l’accesso ai servizi di assistenza, formazione e supporto psico-sociale, con particolare attenzione alle aree di maggiore vulnerabilità territoriale del Sud Italia, dove la povertà è più diffusa e i sistemi di tutela spesso più carenti».

Cesvi anche in Italia opera con le Case del Sorriso, strutture, che offrono attività di sostegno psicologico, ascolto, supporto alla genitorialità, laboratori sportivi, psicomotori, artistico-espressivi e proposte educative e, si trovano a Napoli, a Bari e Siracusa in territori particolarmente esposti al rischio di maltrattamento infantile. Per sostenere il Programma Case del Sorriso e i progetti sull’infanzia Cesvi ha lanciato una campagna solidale attiva sino al 14 dicembre 2025: si può donare al 45582 con sms o chiamata da rete fissa. (ANSA)

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