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Bari, Michele Emiliano rispolvera la toga: vuole tornare a fare il magistrato

La pratica approda al Csm: «Rientro al livello più alto», con uno stipendio destinato a lievitare

Pubblicato da: redazione | Gio, 27 Novembre 2025 - 14:46
Emiliano palazzo di giustizia

Dopo due decenni passati sulla scena politica, Michele Emiliano sembra intenzionato a rimettere piede nel mondo da cui tutto era iniziato. Non più palazzi istituzionali, non più campagne elettorali: l’ex sindaco di Bari ed ex governatore della Puglia punta ora a indossare di nuovo la toga da magistrato. E non a qualsiasi livello. Come riportato da Repubblica, il 66enne ha presentato al Consiglio giudiziario di Bari la richiesta per essere reintegrato direttamente alla settima professionalità, la più alta nella scala delle qualifiche.

Quando nel 2003 lasciò il ruolo di sostituto procuratore per candidarsi alla guida del capoluogo pugliese, Emiliano si trovava alla quarta professionalità. In questi vent’anni la sua carriera politica lo ha portato a occupare ruoli di primo piano, mentre la toga rimaneva appesa. Tornarvi adesso, però, significherebbe dover ripercorrere un lungo iter di valutazioni basate su criteri come indipendenza, imparzialità e diligenza, difficilmente compatibile con il tempo trascorso fuori dalle aule giudiziarie. Da qui la scelta di chiedere direttamente il livello massimo, che oltre al prestigio porterebbe con sé un netto incremento di stipendio: circa 7mila euro al mese, quasi il doppio di ciò che percepiva vent’anni fa.

La scelta arriva in un momento in cui il suo percorso politico sembra aver trovato un ostacolo insormontabile. Emiliano aveva provato a restare sulla scena regionale proponendosi come assessore al fianco del nuovo presidente Antonio Decaro, ma proprio l’europarlamentare ha frenato qualsiasi ipotesi che potesse prolungare la sua influenza sul governo della Regione. Una porta chiusa che ha spinto l’ex governatore a considerare l’unica altra strada possibile: tornare al mestiere che aveva lasciato in sospeso. Un ritorno che, paradossalmente, comporterebbe un assegno mensile più leggero rispetto ai circa 11mila euro guadagnati da presidente, ma che potrebbe rappresentare una nuova fase della sua vita professionale. Forse temporanea, forse un trampolino per un eventuale rientro sulla scena politica nazionale nel 2027, come alcuni già ipotizzano.

La decisione finale, però, non dipenderà da lui. Il Consiglio giudiziario di Bari dovrà esprimere un parere sulla richiesta e inoltrarlo alla Quarta commissione del Consiglio superiore della magistratura. Sarà poi il Plenum del Csm a stabilire se concedere o meno il reintegro al livello più alto con annesso aumento ingente di stipendio. Consapevole della delicatezza della procedura, Emiliano ha allegato alla domanda un’ampia documentazione relativa alla sua esperienza politica, nel tentativo di dimostrare competenze e continuità professionale nonostante l’assenza prolungata dagli uffici giudiziari. Resta da capire se questi materiali saranno ritenuti sufficienti per colmare un vuoto ventennale. Il verdetto, ora, è tutto nelle mani del Csm.

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