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Turismo, dalla natura ai vicoli pieni di “memoria”: ecco Orvieto

Per la rubrica turismo scopriamo un borgo dell'Umbria

Pubblicato da: Francesca Emilio | Gio, 8 Gennaio 2026 - 12:12
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Dalla natura alla storia, oggi siamo ad Orvieto. Basta scorgerla da lontano, appoggiata con naturalezza su una rupe di tufo, per capire che non è una città qualunque. C’è qualcosa di solenne e silenzioso nel modo in cui domina la valle, come se custodisse il tempo invece di lasciarlo scorrere. Non a caso il suo nome deriva dal latino urbs vetus, “città vecchia”: un luogo che attraversa i secoli — dagli Etruschi ai Romani, dal Medioevo al Rinascimento fino ai giorni nostri — senza mai smarrire la propria anima. Passeggiare per Orvieto è un esercizio di lentezza. Le strade invitano a fermarsi, ad alzare lo sguardo, a infilarsi in vicoli che sembrano portare altrove, magari indietro nel tempo, dove ogni pietra conserva memoria.

Il Duomo di Santa Maria Assunta, cuore simbolico della città

Il centro ideale e spirituale di Orvieto è il Duomo di Santa Maria Assunta, uno dei capolavori assoluti dell’arte gotica italiana. La facciata, riccamente decorata da mosaici dorati e bassorilievi, è una narrazione scolpita che cattura lo sguardo e lo trattiene. Le scene dell’Antico e del Nuovo Testamento, opera di Lorenzo Maitani, dialogano con la luce in un equilibrio perfetto tra fede e arte. All’interno, l’atmosfera si fa più raccolta. Tra le cappelle, spicca quella del Corporale, legata al Miracolo di Bolsena, e soprattutto la Cappella di San Brizio, dove Luca Signorelli ha lasciato uno dei cicli pittorici più potenti del Rinascimento: un Giudizio Universale che ancora oggi colpisce per forza, drammaticità e modernità dello sguardo.

Il Pozzo di San Patrizio, tra ingegno e leggenda

Tra le attrazioni più caratteristiche spicca il Pozzo di San Patrizio. Visitarlo significa entrare in uno dei luoghi più affascinanti e simbolici della città. Voluto nel Cinquecento come riserva d’acqua in caso di assedio, fu progettato da Antonio da Sangallo il Giovane con una struttura geniale: due rampe elicoidali che si intrecciano senza mai incontrarsi, permettendo a chi scende e a chi sale di non incrociarsi mai. Il nome richiama la leggenda di San Patrizio e della grotta senza fondo, passaggio simbolico tra Inferno, Purgatorio e Paradiso. Qui la pietra, il buio e l’eco dei passi trasformano la visita in un’esperienza quasi meditativa.

Orvieto sotterranea, la città nascosta

Sotto la città visibile si estende un mondo altrettanto antico: Orvieto sotterranea. Un dedalo di grotte e cunicoli scavati nel tufo nel corso di oltre duemila anni, utilizzati come cantine, frantoi, ambienti di lavoro e persino colombaie. Le nicchie scavate nella roccia raccontano una quotidianità fatta di ingegno, necessità e adattamento. Visitare i sotterranei significa comprendere fino in fondo il legame profondo tra Orvieto e la sua rupe: una relazione di rispetto, sopravvivenza e continua trasformazione.

La Torre del Moro, lo sguardo che abbraccia l’Umbria

Salire sulla Torre del Moro è un piccolo sforzo che viene immediatamente ripagato. Dall’alto, lo sguardo spazia sui tetti della città, sulle colline umbre e sulla valle del fiume Paglia. È da qui che si coglie davvero la geometria di Orvieto e la sua posizione strategica. Il tempo è scandito dall’orologio ottocentesco, ma la sensazione è quella di trovarsi sospesi, fuori dal ritmo quotidiano.

Luoghi di quiete: San Giovenale e la Rocca Albornoz

Ma non è finita qui. Tra gli angoli più silenziosi e autentici c’è la chiesa di San Giovenale, il più antico luogo di culto della città. Piccola, in mattoni, lontana dai percorsi più battuti, conserva affreschi duecenteschi e un’atmosfera di profonda intimità. La Rocca Albornoz, invece, racconta il volto difensivo di Orvieto. Oggi trasformata in giardino pubblico, conserva parte delle antiche mura e dei torrioni. Da qui lo sguardo si apre sulla campagna circostante, offrendo uno spazio ideale per una pausa lenta, immersi nel verde e nel silenzio. Infine, il museo dell’Opera del Duomo e il museo Archeologico Nazionale, affacciati su piazza del Duomo, custodiscono opere d’arte, reperti etruschi e testimonianze preziose che aiutano a comprendere la ricchezza culturale di Orvieto. Poco distante, Piazza del Popolo rappresenta invece l’anima civica della città, con palazzi storici e una dimensione più quotidiana e vissuta.

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