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Referendum sulla giustizia, presentato il comitato per il Si

Il comitato ha spiegato le ragioni per il Si al referendum sulla giustizia

Pubblicato da: redazione | Gio, 15 Gennaio 2026 - 12:16
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Presentato a Bari stamattina il comitato territoriale referendario BARE-SI’. Lo hanno costituito BariEcoCity (Rosa Losavio), Istituto Liberale area Puglia (Antonio Rinaldi), Movimento Indipendenza (Paolo Scagliarini), Libero Sindacato Meridionale (Rosa Pilota) e vi hanno aderito circa 30 Cittadini/Elettori. Il Comitato ha lo scopo di diffondere, nei prossimi 60 giorni, le ragioni del SI al referendum costituzionale del 22 e 23 Marzo. Lo farà con volantini, affissioni stradali e incontri pubblici ai quali inviterà a discutere del tema relatori nazionali e regionali.

“Ci rivolgiamo –  ha dichiarato Giuseppe Carrieri (promotore del comitato, avvocato e consigliere comunale a Bari)  – ai semplici Cittadini con parole e argomenti di facile comprensione. Senza tecnicismi. Questo è un referendum confermativo valido senza un numero minimo di “elettori” partecipanti (non c’è cd quorum); ed è diretto a confermare una riforma della magistratura, molto importante per le garanzie dei Cittadini. Sono loro i primi che devono comprendere di avere pieno interesse a cambiare il sistema delle carriere e il sistema disciplinare dei magistrati. La riforma, infatti, consente di allineare l’Italia alla gran parte delle Nazioni del mondo, in quanto la separazione delle carriere è presente negli ordinamenti di tutte le democrazie liberali; mentre le carriere unificate esistono solo in (Italia), Turchia, Bulgaria e Romania! Basterebbe già solo questo per votare convintamente SI al referendum”.

“Il Cittadino – continua Carrieri – con la riforma introdotta e che si chiede col referendum di confermare, avrà maggiori garanzie di avere una giustizia penale più equilibrata e credibile; di avere un giusto processo, in cui – chi lo accusa e chi lo difende – sono realmente in condizione di parità, davanti a un giudice terzo, imparziale e Iibero. Perché? Perché il pubblico ministero (accusa) sarà sempre un magistrato, ma sarà distinto dal magistrato/giudice. Ciascuno farà la sua (diversa) carriera; avrà la sua (diversa) formazione professionale; avrà il suo (diverso) organo di autogoverno (CSM). Senza, insomma, la commistione tra i ruoli che c’è oggi e che comporta inevitabilmente per l’avvocato che difende il Cittadino, di trovarsi in posizione subalterna rispetto al pubblico ministero. Inoltre, con la riforma, il Cittadino potrà contare sull’Alta Corte Disciplinare che “giudicherà” i magistrati in caso di abusi, negligenze e comportamenti errati. Si tratta di un nuovo organo specializzato composto da 15 persone/giudici che si occuperà solo di questo e che non sarà influenzato/condizionato perché non sarà eletto! I giudici saranno, infatti, nominati dal Presidente della Repubblica o estratti a sorte da un elenco di soggetti qualificati, con specifici requisiti e con almeno 20 anni di carriera. Insomma si tratta di una mini-rivoluzione; che modernizza/innova il pianeta giudiziario e la magistratura, consentendo al Cittadino di essere più tutelato e garantito nel processo penale”.

 

 

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