Le prospettive sull’occupazione in Puglia fino al 2029 restano deboli e non lasciano spazio all’ottimismo. A lanciare l’allarme è la UIL Puglia, commentando i dati contenuti nel Rapporto previsionale Excelsior, che analizza i possibili scenari occupazionali nei prossimi anni.
Secondo quanto evidenziato dal segretario generale Stefano Frontini, l’effetto positivo generato dagli investimenti del PNRR sull’occupazione sta progressivamente esaurendosi. La spinta garantita dalla massiccia immissione di risorse, pur avendo consentito al sistema economico di reggere, non avrebbe prodotto una crescita strutturale del mercato del lavoro regionale.
Le stime di crescita occupazionale per la Puglia fino al 2029, infatti, oscillano tra lo 0,6% e lo 0,9%, rappresentando solo la coda finale degli investimenti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Previsioni che emergono dal rapporto elaborato dal Ministero del Lavoro e da Unioncamere, che prende in considerazione diversi scenari, da quello più favorevole legato al Piano strutturale di bilancio a quello più critico, influenzato da fattori di rischio come l’aumento dei costi energetici e di trasporto, il rallentamento del commercio internazionale e le maggiori difficoltà di accesso al credito per le imprese.
“I tassi di crescita occupazionale per la nostra regione – sottolinea Frontini – non raggiungeranno neppure la soglia dell’1%, un livello troppo basso per attivare il cambiamento necessario allo sviluppo della Puglia”. A questo si aggiunge un ulteriore dato critico: l’incidenza dei lavoratori over 55, che in Puglia raggiunge il 64,4%, con un incremento del 6,3% negli ultimi due anni. Un indicatore che, secondo il sindacato, riflette un mercato del lavoro poco attrattivo per i giovani, spinti a cercare opportunità professionali in altri territori.
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