In Puglia torna al centro del dibattito il costo dell’acqua per l’agricoltura, dopo che negli ultimi mesi gli agricoltori hanno ricevuto cartelle a conguaglio relative al 2022 con importi raddoppiati rispetto alle tariffe precedenti. Una situazione che ha riacceso le proteste e che spinge le associazioni agricole a chiedere soluzioni urgenti per ristabilire equità e sostenibilità economica.
Il tema è stato al centro di un incontro tenutosi lunedì nella sede del Consorzio di Bonifica Centro-Sud Puglia, al quale hanno partecipato rappresentanti della CIA Agricoltori Italiani di Puglia insieme ad altre associazioni. A loro avviso, gli aumenti imposti nel dicembre 2022 dall’allora Commissario Straordinario Unico Alfredo Borzillo sono stati decisi senza alcun confronto con i produttori e hanno gravato pesantemente sulle aziende agricole, sia zootecniche sia cerealicole. L’appello principale rivolto al Consorzio è la sospensione delle cartelle a conguaglio, in modo che le risorse stanziate dalla Regione possano essere utilizzate per alleggerire il peso degli aumenti e garantire una maggiore equità tra i territori.
Il presidente di CIA Puglia, Gennaro Sicolo, ha sottolineato come sia insostenibile per gli agricoltori pagare l’acqua come se fosse una materia prima di lusso. Il vicepresidente vicario Giannicola D’Amico ha evidenziato il ruolo strategico dell’acqua per la produttività agricola e la necessità di tariffe sostenibili che favoriscano la crescita delle aziende pugliesi. “Se il costo dell’irrigazione resta alto – ha spiegato – le aziende incontrano ostacoli concreti nel migliorare quantità e qualità delle produzioni”.
Oltre alle questioni tariffarie, il tavolo di lavoro ha fatto il punto sui progetti in corso per lo sviluppo delle infrastrutture idriche in Puglia. Secondo CIA Puglia, la prospettiva è positiva: sono previsti 18 interventi complessivi per circa 180 milioni di euro. Tra i più rilevanti, spiccano i lavori sull’Adduttore San Giuliano per il recupero della risorsa idrica nel Tarantino, gli interventi nei comprensori irrigui di Minervino Alto e Loconia, e la rifunzionalizzazione del comprensorio di Bari Orientale. Diversi cantieri interesseranno anche Salento, Murgia e le aree di Ginosa e Castellaneta.
L’obiettivo dichiarato è quello di accelerare l’implementazione delle nuove infrastrutture per dare risposte concrete al fabbisogno irriguo dell’agricoltura pugliese, ridurre le difficoltà legate alla siccità e ai cambiamenti climatici, e assicurare che le tariffe siano uniformi su tutto il territorio regionale, evitando disparità tra i diversi consorzi e con Arif, l’Agenzia regionale per le infrastrutture idriche.