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Occupazione in Puglia, fino al 2029 crescita sotto l’1% e molti lavoratori over 55

"Le possibilità di ingresso nel mondo del lavoro dipendono sempre meno da nuova occupazione"

Pubblicato da: redazione | Mer, 14 Gennaio 2026 - 14:25
foto freepik

Il mercato del lavoro in Puglia si trova davanti a sfide significative nei prossimi anni. Le previsioni fino al 2029 non lasciano molto spazio all’ottimismo: la crescita occupazionale stimata è tra lo 0,6% e lo 0,9%, numeri che riflettono l’esaurirsi dell’effetto positivo del PNRR, che pure aveva sostenuto il sistema regionale con investimenti importanti, ma senza generare un vero slancio strutturale.

A preoccupare è soprattutto la composizione del personale attivo: il 64,4% dei lavoratori ha più di 55 anni, con un incremento di oltre sei punti negli ultimi due anni. Questo fenomeno riflette un mercato del lavoro senza prospettive per i più giovani, che spesso si spostano altrove in cerca di opportunità più concrete e stimolanti.

Nonostante le difficoltà, il fabbisogno di personale in Puglia tra oggi e il 2029 si aggira tra le 189mila e le 213mila unità. Tuttavia, circa tre quarti di questa domanda deriva da turnover e pensionamenti, più che da nuova occupazione. In pratica, la crescita reale rischia di restare minima, mentre il mercato del lavoro si trasforma sotto la spinta della transizione ecologica e tecnologica, di congiunture internazionali e di scelte istituzionali poco lungimiranti. Il risultato è una sostituzione di occupazione ad alto valore aggiunto con lavori più precari e meno remunerativi, che spinge i giovani a lasciare la regione e aumenta le disuguaglianze sociali.

“La partita che si gioca è cruciale”, avverte Stefano Frontini, segretario generale della UIL Puglia. “L’economia cresce poco e il lavoro si muove quasi esclusivamente per ragioni demografiche. Se il turnover non viene coperto, il peso ricade su chi già lavora, aumentando stress, insicurezza e disuguaglianze”.

Per il 2026, Frontini auspica un cambio di passo nella politica regionale. Alla guida della Puglia, spiega, serve una strategia chiara che ponga al centro l’occupazione, orientando spesa pubblica e fondi verso lavoro stabile e qualificato, sostenendo la contrattazione di secondo livello e investendo in servizi e filiere di qualità, così da creare condizioni concrete per un futuro lavorativo più solido e inclusivo.

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