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Pronto soccorso in Puglia: la Regione punta a potenziare l’assistenza territoriale e ridurre i tempi d’attesa

Quasi il 90% degli accessi sono codici verdi e azzurri

Pubblicato da: redazione | Mer, 21 Gennaio 2026 - 19:17
Pentassuglia

In Puglia si intensifica il lavoro per rendere più efficiente la rete sanitaria e ridurre i tempi di attesa nei pronto soccorso. Questa mattina, l’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia, accompagnato dal direttore del Dipartimento Salute Vito Montanaro e dalla direttrice ff dell’Aress Lucia Bisceglia, ha incontrato i vertici delle aziende sanitarie e ospedaliere della regione per fare il punto sulle principali criticità e definire le linee d’azione future.

Tra i temi al centro della discussione, spiccano le carenze di personale e la gestione dei flussi nei pronto soccorso. In Puglia operano 35 strutture di PS, di cui quattro private accreditate, che complessivamente gestiscono il 10% degli accessi. Tra le strutture più affollate, il Policlinico di Bari guida la classifica con oltre 90mila accessi annui, seguito dagli ospedali “Vito Fazzi” di Lecce, “SS. Annunziata” di Taranto, “Perrino” di Brindisi e “Dimiccoli” di Barletta. Complessivamente, 11 ospedali concentrano oltre la metà degli accessi regionali.

Un dato emerso con chiarezza riguarda la tipologia delle urgenze: la maggior parte degli accessi riguarda codici verdi e azzurri, ovvero urgenze minori o differibili, che in alcuni pronto soccorso raggiungono percentuali del 90%. I codici bianchi, invece, restano molto bassi rispetto alla media nazionale, attestandosi intorno al 3%.

Per affrontare queste criticità, l’assessore Pentassuglia ha annunciato che a partire dai primi giorni di febbraio saranno organizzate riunioni presso ciascuna azienda sanitaria per definire piani specifici, con particolare attenzione al potenziamento dell’assistenza territoriale e alla riduzione del ricorso improprio ai pronto soccorso. Tra le esperienze già attive, risultano efficaci i percorsi preferenziali per alcune patologie e l’introduzione degli infermieri di processo, che contribuiscono a snellire i flussi e ridurre i tempi di attesa, oltre a limitare il fenomeno dell’abbandono, che oggi riguarda circa l’8% degli accessi.

Un’altra criticità segnalata riguarda la disponibilità di posti letto per i ricoveri. Per questo motivo, le direzioni sanitarie stanno valutando un coordinamento più efficace a livello aziendale per ottimizzare la gestione dei ricoveri. “Ho chiesto di continuare il lavoro di analisi e proposta, evidenziando le buone prassi e le soluzioni già attivate nei diversi territori – ha spiegato l’assessore Pentassuglia – con l’obiettivo di definire un piano regionale e piani aziendali che possano migliorare l’accoglienza, gestire meglio i flussi e potenziare l’assistenza territoriale”.

Parallelamente, nella riunione sulle liste di attesa è stato concordato un calendario di incontri con le singole aziende, già a partire da domani, per completare i piani aziendali sperimentali entro 15 giorni e avviare il recupero delle prestazioni dal primo febbraio, come previsto dalla delibera approvata dal presidente Decaro.

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