Un sequestro da circa 30 milioni di euro è stato eseguito dalla Guardia di Finanza del Comando Provinciale Barletta-Andria-Trani nell’ambito dell’operazione “Game Over”, che ha portato alla scoperta di una presunta maxi frode Iva realizzata attraverso una “galassia” di società riconducibili a un unico gruppo familiare.
Il provvedimento è stato disposto dal Tribunale di Trani, su richiesta della Procura della Repubblica, al termine di un’articolata indagine di polizia economico-finanziaria condotta dai finanzieri del Gruppo di Barletta. L’inchiesta ha fatto emergere un sistema basato su società “cartiere”, imprese operanti nel commercio ittico all’ingrosso e società “cassaforte”, utilizzate per schermare e investire i proventi ritenuti illeciti in beni mobili e immobili.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, le società cartiere, intestate a prestanomi, avrebbero consentito alle imprese operative del gruppo di utilizzare fatture per operazioni inesistenti per un valore complessivo stimato in circa 60 milioni di euro, con conseguente evasione delle imposte sui redditi e dell’IVA. Una volta accumulati debiti tributari, tali società venivano poste in liquidazione e cessate per eludere le responsabilità e sottrarsi alle pretese dell’erario.
Le indagini hanno inoltre evidenziato la costituzione di specifiche società fiduciarie, finalizzate a schermare la titolarità di immobili, beni mobili e natanti acquistati con i proventi della presunta frode. A carico di sette soggetti la Procura ha ipotizzato, in concorso, diversi reati di natura fallimentare e fiscale, tra cui bancarotta fraudolenta, autoriciclaggio, utilizzo ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, trasferimento fraudolento di valori e falsità ideologica.
L’esecuzione del sequestro ha portato al vincolo di dieci immobili, 36 autovetture, un’imbarcazione di lusso, 29 partecipazioni societarie, 83 conti correnti, oltre a denaro contante, monili in oro e altri beni di rilevante valore economico. La Procura di Trani ha sottolineato che l’indagine si inserisce nel più ampio impegno di contrasto alle frodi fiscali e di tutela dell’economia legale. La responsabilità degli indagati potrà essere accertata in via definitiva solo con una sentenza irrevocabile di condanna.