A Bari la sala cinematografica resta un luogo di cultura e socialità, ma la sua presenza e il modo in cui i cittadini fruiscono delle proiezioni sono profondamente diversi rispetto a qualche decennio fa. La città continua ad avere spazi dedicati al grande schermo, ma la geografia delle sale e l’affluenza raccontano storie di trasformazione, crisi e resistenza culturale.
Negli ultimi anni alcune chiusure hanno segnato profondamente il panorama cittadino. Il multisala Ciaky, nel quartiere San Paolo, ha chiuso definitivamente nel 2024 dopo otto anni di attività, lasciando vuoto un importante punto di riferimento per i baresi. Sale storiche come il Cinema Armenise nel quartiere Carrassi, già abbattuto nel 2016 e il Cinema Oriente, attivo per decenni, hanno progressivamente lasciato il passo a edifici residenziali e spazi commerciali, riducendo la capillarità dell’offerta cinematografica nella città. Anche il Nuovo Palazzo, un tempo sala storica, ha chiuso i battenti, mentre resistono lo Splendor e il Piccolo.
Nonostante questo, Bari continua a offrire esperienze cinematografiche di rilievo. Il Multicinema Galleria, nel cuore della città, resta una delle sale più frequentate, con sette schermi che spaziano dai blockbuster alle proposte d’autore, arricchite da proiezioni mattutine dedicate agli studenti e a cinefili più curiosi. L’ABC, vicino al centro, propone retrospettive e film indipendenti, mantenendo vivo il legame con il cinema d’essai, mentre l’Esedra è stato rilevato da Fondazione Puglia, ma attualmente è chiuso. Accanto a queste sale, l’UCI Cinema Showville, nel quartiere Mungivacca, rappresenta il polo principale della città, con otto sale digitalizzate e quasi 1.800 posti, capace di attrarre spettatori di tutte le età, con programmazioni dei grandi successi nazionali e internazionali. Anche spazi più sperimentali come l’AncheCinema, primo teatro polifunzionale di Bari, cercano di reinventare la sala, combinando proiezioni con eventi musicali, laboratori e incontri con registi.
I numeri parlano chiaro: se negli anni ’80 e ’90 Bari contava oltre venti sale cinematografiche sparse per la città, oggi l’offerta si concentra in pochi centri, spesso multisala o polifunzionali. A livello nazionale, il mercato cinematografico è tornato solido dopo la pandemia: nel 2024 sono stati venduti circa 70 milioni di biglietti, con incassi complessivi di quasi 493 milioni di euro, mentre nel 2025 le presenze sono stimate intorno ai 68,3 milioni, con oltre 496 milioni di euro di incasso. Questo conferma come il cinema in sala resti una scelta rilevante per il pubblico, nonostante la concorrenza dello streaming e delle nuove abitudini di consumo digitale.
Eventi e grandi uscite contribuiscono a mantenere alto l’interesse. Durante le festività natalizie del 2025, il film “Buen Camino” di Checco Zalone ha riempito i cinema cittadini, con repliche sold-out al Galleria e all’UCI Showville, dimostrando che il pubblico baresi sa rispondere quando l’offerta cinematografica combina intrattenimento e appeal nazionale. Festival come il Bif&st – Bari International Film&TV Festival rafforzano inoltre il ruolo culturale della città, portando nelle sale registi, critici e studenti, e trasformando la visione di un film in un’occasione di incontro e discussione.
Così, mentre Bari perde alcune sale storiche, riesce a conservare un tessuto culturale dinamico. La città prova a bilanciare memoria e innovazione: dalle multisala centralizzate alle sale indipendenti, passando per spazi polifunzionali che mescolano cinema, teatro e eventi, il grande schermo resta un punto di riferimento per la socialità, il confronto culturale e la passione per le storie, confermando che anche in un contesto in evoluzione, il cinema ha ancora un ruolo centrale nella vita cittadina.