Si è svolto ieri a Bari, nell’auditorium dell’Istituto Ettore Majorana, l’incontro dal titolo “Giustizia sportiva e trasparenza – Superare le criticità e proteggere i diritti”, promosso con il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Bari, dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia, dell’AIGA sezione di Bari, del Coni Puglia, del Comitato regionale pugliese della FIGC, della Camera Civile e della Camera Amministrativa del Tribunale di Bari.
Nel corso del confronto, a cui hanno partecipato relatori, operatori del diritto e rappresentanti del mondo sportivo, è emersa la richiesta di un intervento sul modello di giustizia sportiva del CONI, attualmente regolato dal Codice di Giustizia Sportiva. Dai contributi e dalle domande del pubblico, anche collegato da remoto, è stato sottolineato come le principali criticità si manifestino soprattutto nei casi in cui tesserati o società sportive si rivolgono agli organi di giustizia per controversie che coinvolgono i vertici federali.
Al centro del dibattito, il tema delle modalità di nomina dei giudici sportivi, dei giudici federali e dei procuratori federali, individuati dai consigli federali su proposta delle presidenze nazionali. Secondo quanto evidenziato, questo meccanismo può determinare un potenziale conflitto di interessi, anche alla luce delle norme deontologiche forensi che impongono autonomia e indipendenza a chi ricopre ruoli giudicanti, a fronte di un sistema di controllo che resta in capo agli stessi organi federali.
Dal convegno è arrivata anche l’anticipazione della nascita di un movimento a carattere “etico”, con l’obiettivo di supportare eventuali iniziative politiche di indagine conoscitiva sul sistema e di avanzare proposte tecniche per una riforma normativa della giustizia sportiva. Nel dibattito è stato infine richiamato il confronto con la posizione della Giunta CONI, che rivendica l’autonomia del proprio modello, citando apprezzamenti internazionali sul sistema processuale sportivo e manifestando la volontà di mantenere l’attuale assetto, nonostante l’ipotesi di una commissione di studio annunciata dal presidente Giovanni Malagò.
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