La stagione fredda ha portato con sé, come ogni anno, ondate di infezioni respiratorie stagionali, ma i numeri più recenti indicano per la Puglia e l’Italia segnali di un possibile rallentamento. Secondo il rapporto RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità, nella settimana tra il 19 e il 25 gennaio 2026 l’incidenza complessiva delle infezioni respiratorie acute nella comunità italiana è stata di 11,3 casi ogni 1.000 assistiti, un lieve calo rispetto alla settimana precedente. Questo dato comprende casi dovuti non solo all’influenza classica, ma anche ad altri virus respiratori che circolano in inverno.
Guardando alla Puglia nel dettaglio, l’andamento degli ultimi anni mostra alcune differenze importanti. Nel gennaio 2025, per esempio, i dati di sorveglianza regionale indicavano un livello di incidenza delle sindromi simil-influenzali di circa 9,56 casi per 1.000 assistiti, inferiore alla media nazionale e comunque in crescita rispetto alle settimane precedenti della stagione 2024‑2025. Nel confronto con la stagione 2023‑2024, però, l’incidenza era decisamente più alta: si toccarono 17,68 casi per 1.000 assistiti nella settimana 51 del 2023 e quasi 19,63 nella settimana 52 dello stesso anno. Questo suggerisce che le ultime stagioni, pur con ondate influenzali ancora significative, non hanno raggiunto i picchi estremi dei periodi precedenti, almeno per i tassi di malattia registrati in Puglia.
Nella nostra regione, nel primo mese del 2026, l’intensità delle infezioni respiratorie viene classificata come media, un livello che indica una circolazione virale diffusa ma non critica, anche se restano ancora tanti i casi. Tra i gruppi di età, come accade spesso, sono i più piccoli – in particolare i bambini sotto i 5 anni – a mostrare incidenze più elevate, un segnale che rende sempre importante la vigilanza nei contesti scolastici e familiari.
A livello nazionale, il quadro generale delle stagioni influenzali recenti mostra variazioni sensibili. La stagione 2024‑2025 è stata una delle più intense degli ultimi anni in Italia, con una stima di oltre 16 milioni di casi di sindrome simil-influenzale tra la popolazione, secondo i dati di sorveglianza epidemiologica. Grazie alla sorveglianza continua, medici di famiglia e pediatri contribuiscono periodicamente a tracciare l’andamento delle infezioni, rendendo possibile confrontare stagioni e individuare trend emergenti.
Queste differenze tra stagioni e territori sottolineano come l’andamento delle malattie respiratorie sia influenzato da numerosi fattori: non solo dai virus circolanti, ma anche dalle condizioni climatiche, dall’adesione alle campagne vaccinali e dalle strategie di prevenzione messe in atto dalle autorità sanitarie locali e nazionali. In questo contesto, il monitoraggio continuo resta uno strumento essenziale per capire se la stagione influenzale sta effettivamente diminuendo o se potrebbe riprendere vigore nelle prossime settimane, soprattutto con la riapertura delle scuole e il ritorno alle attività di comunità dopo le festività.