Dopo oltre un anno di impegno costante, venti gatti che vivevano rinchiusi in uno scantinato umido e buio hanno finalmente ritrovato la libertà. La vicenda, che nel 2024 aveva sollevato un acceso dibattito nel mondo del volontariato locale, ha messo in luce le difficoltà di un uomo di buon cuore che, pur amando gli animali, non riusciva a garantire loro una vita dignitosa. Troppo spesso, infatti, chi avrebbe dovuto prendersi cura di loro ha ignorato le proprie responsabilità.
Il lavoro di recupero e tutela degli animali ha richiesto il coordinamento di più realtà e professionisti: visite veterinarie, sterilizzazioni, test sanitari, cure quotidiane e affidamenti. L’impegno di LAV Bari, Silvana Facchiano, Vanny Randagio Scibilia, Daniela Pappalepore, Mister Dog Show Room, Teresa Masino, #aslveterinaria Bari e tanti altri ha permesso di trasformare uno spazio angusto e trascurato in un luogo di speranza e possibilità.
“È stato un bel lavoro di squadra e se solo tutti capissero l’importanza della collaborazione per arrivare all’obiettivo, non ci troveremmo in situazioni come questa, dove l’ego, l’ignoranza, l’avidità e soprattutto la mancanza di empatia sviano da quello che è il senso dell’operato del volontario, aiutare chi è in difficoltà”, dichiarano i responsabili dell’operazione.
Molti dei gatti hanno già trovato una famiglia, mentre altri attendono ancora di essere adottati, ma tutti condividono la stessa libertà conquistata con fatica, dedizione e perseveranza. L’esperienza dimostra quanto sia fondamentale l’unione di intenti nel volontariato e quanto il vero obiettivo sia sempre quello di tutelare chi non può difendersi da solo.