Il potenziale inquinante delle auto diminuisce a livello nazionale, ma il Mezzogiorno resta ancora distante dall’equilibrio tra vetture ad alto e basso impatto ambientale. È quanto emerge dal report Istat sul parco veicolare riferito al 2024. L’Italia si conferma il Paese dell’Unione europea con il più alto numero di autovetture in rapporto alla popolazione: 701 ogni mille abitanti, contro una media europea di 578. Rispetto al 2019, l’indice nazionale del potenziale inquinante è sceso da 136 a 109,9, avvicinandosi progressivamente alla soglia 100 che rappresenta l’equilibrio tra auto più e meno inquinanti. Il Nordest è la prima area a scendere sotto quota 100 (97,4), mentre Nordovest e Centro si avvicinano alla soglia. Il Mezzogiorno, invece, resta ancora lontano.
Tra le grandi città del Sud, Napoli, Catania, Palermo, Messina e Cagliari risultano le più esposte alla pressione ambientale del traffico. Catania guida la classifica dei capoluoghi metropolitani con 824 auto ogni mille abitanti, seguita da Reggio Calabria (725), Cagliari (709) e Messina (698). Palermo supera quota 625. A livello nazionale, il minimo si registra a Venezia (460 auto ogni mille abitanti) e il massimo a Frosinone (856). Anche la Puglia rientra nel trend di crescita della motorizzazione. Nei capoluoghi, il tasso aumenta in media dello 0,8%, in linea con l’incremento nazionale (+1%). Bari è tra le città che registrano un aumento superiore allo 0,5%, insieme a Torino, Venezia, Bologna, Roma, Napoli, Palermo, Messina e Catania. Nel complesso, gli incrementi più consistenti si osservano proprio nel Sud (+1,2%). Il quadro che emerge è quello di un Paese che lentamente rinnova il proprio parco auto, riducendone il potenziale inquinante, ma con forti divari territoriali. Nel Mezzogiorno – e anche a Bari – il numero di vetture continua a crescere e l’impatto ambientale resta ancora superiore alla soglia di equilibrio.
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