Il mattone italiano corre veloce, trainato dal calo dei tassi d’interesse, ma a Bari il motore sembra perdere qualche colpo. Secondo l’ultima analisi dell’Ufficio Studi Tecnocasa sui dati dell’Agenzia delle Entrate, il mercato immobiliare nazionale chiude i primi nove mesi del 2025 con un +9,2%. Eppure, nel capoluogo pugliese, il dato del terzo trimestre accende una spia rossa: Bari segna un brusco -8,9%.
Mentre città come Milano (+11,8%) e Verona (+11,2%) festeggiano una ripresa a doppia cifra tra luglio e settembre, Bari si ferma. Un dato che appare in netta controtendenza rispetto all’attrattività della città, che recentemente ha scalato le classifiche nazionali per appeal immobiliare.
Perché si vende meno se la domanda c’è? Gli esperti del settore puntano il dito su due fattori: la prima causa è l’erosione dell’offerta: Molte case di qualità sono state assorbite dal mercato delle locazioni turistiche (B&B e case vacanza). E poi prezzi in salita: nonostante il calo delle vendite, i prezzi a Bari non scendono, anzi restano stabili o in leggera crescita, rendendo difficile l’incontro tra domanda e offerta.
La spinta dei mutui: il 47% degli acquisti è a debito A dare ossigeno al mercato è il ribasso dei tassi BCE. A livello nazionale, le compravendite finanziate da mutuo sono salite al 47,0% del totale (contro il 44,1% dello scorso anno). Un segnale chiaro: le famiglie baresi stanno tornando in banca per chiedere finanziamenti, approfittando di condizioni più vantaggiose rispetto al biennio nero del 2023-2024.
Se Bari frena nel terzo trimestre, il bilancio dei primi nove mesi dell’anno vede Verona (+12,9%) e Torino (+10,0%) come regine indiscusse della crescita. L’unica grande città a chiudere il periodo gennaio-settembre in negativo è Firenze (-2,2%). Nonostante le oscillazioni locali, la previsione finale del Gruppo Tecnocasa resta ottimista: l’Italia si avvia a chiudere il 2025 con circa 780 mila abitazioni scambiate, confermando che la casa resta l’investimento preferito degli italiani.