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Guerra, oltre 500milioni di bambini vivono in paesi in conflitto: “Servono scuole sicure”

L'allarme dell'Unicef

Pubblicato da: redazione | Ven, 6 Marzo 2026 - 14:15
guerra Ucraina

Più di 500 milioni di bambini nel mondo vivono in Paesi colpiti da conflitti armati. È l’allarme lanciato dall’Unicef, che richiama la comunità internazionale alla necessità di proteggere l’istruzione come strumento fondamentale per prevenire il reclutamento minorile e tutelare i diritti dell’infanzia.

Secondo l’agenzia delle Nazioni Unite, un approccio integrato che unisca istruzione, protezione e costruzione della pace si è dimostrato particolarmente efficace nel contrastare l’arruolamento dei minori da parte di gruppi armati. Tra le misure indicate figurano la creazione di spazi di apprendimento sicuri, programmi di recupero scolastico per chi ha perso mesi o anni di scuola e la formazione degli insegnanti per sostenere i bambini più vulnerabili.

L’intervento, sottolinea l’Unicef, deve includere anche supporto alla salute mentale, coinvolgimento delle comunità e percorsi di formazione professionale per offrire alternative concrete ai giovani a rischio. Particolare attenzione viene rivolta ai minori sfollati e ai rifugiati, spesso esclusi dall’accesso regolare all’istruzione. L’organizzazione chiede agli Stati membri di approvare e attuare la Dichiarazione sulle scuole sicure, promuovendo politiche che proteggano scuole, studenti e insegnanti dagli attacchi e dall’uso militare degli edifici scolastici, nel rispetto del diritto internazionale.

L’Unicef invita inoltre le parti in conflitto a cessare gli attacchi contro le strutture educative e a porre fine al reclutamento e all’impiego di bambini nei combattimenti, ribadendo che l’istruzione deve essere integrata sistematicamente nei piani nazionali dedicati alla tutela dei minori nelle aree di guerra. Per l’agenzia Onu, garantire un’istruzione sicura e accessibile rappresenta non solo un diritto fondamentale, ma anche uno strumento decisivo per spezzare il ciclo della violenza e offrire ai bambini un futuro lontano dai conflitti.

Foto repertorio

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