Dopo le aggressioni ai danni di medici avvenute lo scorso fine settimana in due pronto soccorso baresi, arriva la presa di posizione dell’Ordine dei medici. A esprimere solidarietà ai sanitari coinvolti è Filippo Anelli, presidente dell’Ordine dei medici di Bari e della Federazione nazionale degli Ordini dei medici.
“Voglio esprimere a nome mio e dell’Ordine dei medici che rappresento la ferma condanna degli episodi di violenza e la piena solidarietà ai colleghi che sono stati aggrediti mentre erano al lavoro all’interno dei reparti di pronto soccorso di due ospedali baresi”, ha dichiarato. Secondo Anelli, gli episodi dimostrano anche l’efficacia della normativa introdotta per contrastare la violenza contro il personale sanitario. “Questi episodi dimostrano come la legge per prevenire la violenza contro gli operatori sanitari, entrata in vigore nel 2024, stia funzionando. Gli aggressori sono stati infatti arrestati in flagranza proprio grazie alle norme previste dalla legge”, ha aggiunto.
Il presidente dell’Ordine dei medici ha però sottolineato come la risposta non possa limitarsi alla repressione. “La repressione non basta: occorre lavorare anche sulla promozione di una cultura di pace e non violenza”, ha spiegato. Proprio su questo tema si concentrerà l’iniziativa nazionale promossa dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari. L’appuntamento è in programma il 12 marzo a Perugia, dove professionisti della sanità provenienti da tutta Italia si riuniranno nel Teatro della Sapienza per firmare il manifesto “Medici e Pace”.
Il documento sarà poi portato ad Assisi e consegnato al custode del Sacro Convento di San Francesco, fra Marco Moroni, in un’iniziativa simbolica che si inserisce anche nelle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco. “I medici ribadiscono il loro ruolo di costruttori di pace – ha concluso Anelli – perché alleviare le sofferenze e curare le persone significa contribuire a costruire una società che combatte la malattia, la violenza e la sofferenza. Solo così può nascere una convivenza civile fondata sulla pace”.