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Frode fiscale e bancarotta fraudolenta, tre imprenditori denunciati nel Foggiano

Sequestri per oltre 2 milioni

Pubblicato da: redazione | Sab, 14 Marzo 2026 - 09:04
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Un presunto sistema di frode fiscale e bancarotta fraudolenta nel settore dell’autotrasporto è stato scoperto dalla Guardia di Finanza nel corso di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia. Le investigazioni, condotte dai militari del Comando provinciale di Lecce, hanno portato alla denuncia di tre imprenditori e al sequestro preventivo di beni per oltre 2 milioni di euro tra conti correnti, autovetture e immobili.

Al centro dell’inchiesta un gruppo societario con sede legale a Foggia ma, secondo gli investigatori, gestito di fatto da un imprenditore salentino originario di Nardò, attivo nel settore dei trasporti. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’imprenditore avrebbe organizzato, insieme ad altri due soggetti, un sistema basato sull’utilizzo di società compiacenti e fittiziamente interposte. Attraverso queste aziende sarebbero stati assunti numerosi lavoratori formalmente dipendenti ma, in realtà, utilizzati per consentire ad altre imprese di ridurre drasticamente il costo del lavoro. Le società coinvolte avrebbero inoltre operato in totale evasione fiscale, omettendo il pagamento di imposte e il versamento di contributi previdenziali e assistenziali. Le indagini hanno permesso di individuare fatture per prestazioni di servizio ritenute fittizie per circa 12 milioni di euro.

Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, gli amministratori di fatto avrebbero successivamente svuotato le società attraverso operazioni contabili ritenute dolose, fino a provocarne il fallimento. Al termine delle indagini preliminari, la Procura ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini nei confronti dei tre indagati, ipotizzando i reati di omessa dichiarazione, emissione di fatture per operazioni inesistenti, indebita compensazione e bancarotta fraudolenta. Contestualmente è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo per oltre 2 milioni di euro, disposto dal Tribunale di Foggia su beni riconducibili agli indagati e alle società coinvolte. Le autorità hanno inoltre proceduto alla tassazione dei proventi illeciti, quantificati in circa 3 milioni di euro. La Procura foggiana ha avanzato la richiesta di rinvio a giudizio. La posizione degli indagati resta ora al vaglio dell’autorità giudiziaria e, come previsto dalla legge, la loro responsabilità potrà essere accertata solo con una eventuale sentenza definitiva di condanna.

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