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“Raccontami una storia e resterai in vita”: all’Università di Bari la cura passa anche da arte e parole

Un progetto che unisce medicina, cultura e narrazione

Pubblicato da: redazione | Gio, 26 Marzo 2026 - 14:39
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C’è un filo sottile che lega le storie alla cura, la narrazione alla possibilità di restare, in qualche modo, in vita. Parte proprio da qui “Raccontami una storia e resterai in vita”, il progetto di Public Engagement dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro che sarà presentato ufficialmente lunedì 30 marzo 2026, alle 15.30, nell’Aula De Blasi della Scuola di Medicina del Policlinico, durante un seminario inaugurale aperto anche ai partner del territorio.

Il titolo richiama la figura di Sherazade ne Le mille e una notte, simbolo potente della parola che salva e trasforma. Un’immagine che sintetizza l’anima dell’iniziativa, pensata come un percorso capace di unire scienze della vita e scienze umane, mettendo in dialogo linguaggi artistici e pratiche di cura, non solo del singolo ma dell’intera comunità.

Alla base del progetto c’è il lavoro di ricerca e di terza missione di un gruppo di docenti dell’ateneo barese: la professoressa A. Chiara Scardicchio, direttrice scientifica, insieme a Caterina Balenzano, Silvia Mei e Benedetta Saponaro. Un’équipe che da tempo lavora sul rapporto tra cultura, salute e benessere, cercando di costruire nuovi modelli di intervento capaci di andare oltre l’approccio tradizionale alla cura.

Il seminario inaugurale sarà l’occasione per entrare nel cuore di questa visione, mettendo a fuoco i fondamenti scientifici di un approccio che intreccia Cura e Cultura, tratto distintivo del gruppo Health Humanities UniBA. Al centro degli interventi ci saranno temi sempre più rilevanti nel dibattito contemporaneo: il valore della relazione nell’umanizzazione delle cure, il ruolo della cultura nei processi di welfare e la funzione delle pratiche artistiche come strumenti di consapevolezza e trasformazione personale.

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