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Quanti senza dimora a Bari? Un censimento Istat svela le storie degli invisibili

Tra strade e dormitori: i numeri aggiornati e le storie delle persone senza dimora

Pubblicato da: Nicola Lucarelli | Lun, 30 Marzo 2026 - 19:17
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La fotografia scattata nella notte del 26 gennaio 2026 restituisce una realtà concreta e poco visibile: in provincia di Bari, 404 persone adulte vivono senza una dimora stabile, tra chi era ospite di strutture di accoglienza e chi dormiva in strada. È il risultato della rilevazione nazionale promossa dall’Istat insieme alla fio.PSD‑ETS, parte della strategia del Censimento permanente della popolazione.

La scelta di effettuare il conteggio nella stessa notte in tutte le 14 grandi città italiane coinvolte — da Milano a Roma, da Napoli a Palermo — non è casuale: si tratta del metodo Point in Time, che mira a fotografare senza sovrapposizioni o duplicazioni una condizione complessa in un unico momento, per confrontare dati tra territori diversi in modo rigoroso e comparabile.

Se si guarda al quadro nazionale, le persone senza dimora rilevate in tutti i 14 comuni del centro area metropolitana ammontano a 10.037 individui. Di questi, circa il 55,4% era ospitato in strutture, mentre il restante 44,6% viveva in strada o in sistemazioni di fortuna. Bari si colloca su valori più bassi rispetto alla media nazionale per la presenza di persone senza dimora in strada: nel capoluogo pugliese solo il 19,8% delle persone senza dimora era stato conteggiato “in strada”, ben distante da realtà come Genova (65,9%), Firenze (59,0%) o Napoli (55,0%).

Il rapporto tra strutture di accoglienza disponibili e persone senza dimora a Bari è pari al 96%, uno dei più alti tra le città analizzate, mentre la capacità complessiva di risposta nel totale dei 14 comuni si ferma a circa il 66,5%. In altre parole, nella provincia pugliese la struttura di accoglienza copre quasi tutta la domanda rilevata nella notte del conteggio, un dato che riflette politiche di accoglienza più strutturate rispetto ad altre aree del Paese.

Anche il profilo demografico mostra peculiarità per Bari rispetto alla media nazionale della rilevazione. Tra le persone accolte nelle strutture, i giovani tra i 18 e i 30 anni rappresentano il 31,2% a Bari, una quota sensibilmente superiore alla media del totale dei 14 comuni (15,3%). Al contrario, la presenza di ultrassessantenni è molto più contenuta: appena l’10,8% degli accolti a Bari ha più di 60 anni, mentre a livello nazionale la quota supera il 23%.

Una costante comune, però, emerge con chiarezza in quasi tutte le città italiane: la componente di nazionalità straniera tra le persone senza dimora è nettamente prevalente. A Bari, il 78,7% delle persone accolte nelle strutture di accoglienza risultava di nazionalità non italiana, valore simile a quello di altre metropoli come Milano (80,1%) e Firenze (81,5%). Anche tra coloro che vivono in strada, la maggior parte delle persone per le quali è stato possibile rilevare la nazionalità appartiene a un paese straniero: nel complesso dei 14 comuni la quota è pari al 70,6%, confermando uno fenomeno diffuso a livello nazionale.

Dal confronto con altre città italiane emerge, inoltre, come Bari presenti una quota relativamente bassa di persone senza dimora rispetto alla popolazione residente complessiva: lo 0,11% della popolazione totale dei comuni considerati nel censimento è infatti rappresentato da persone senza dimora, ma nelle realtà più grandi come Roma e Milano il numero assoluto di persone rilevate è molto più elevato, con oltre 2.600 e 1.600 individui rispettivamente.

Questi dati offrono una fotografia significativa e allo stesso tempo molto articolata di una condizione sociale difficile da monitorare. Se da un lato Bari mostra una situazione meno “visibile” per quanto riguarda le presenze in strada, dall’altro conferma tendenze nazionali importanti come l’elevata presenza di persone straniere tra la popolazione senza dimora e la forte concentrazione nella fascia adulta. Nel complesso, numeri come questi servono a orientare politiche di intervento più mirate, potenziando strumenti di accoglienza e sostegno per chi vive ai margini della società.

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