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Spari a Bari Vecchia, prima ricostruzione: “atto intimidatorio ai danni del clan Strisciuglio”

Si segue la pista dei gruppi criminali rivali

Pubblicato da: redazione | Mer, 29 Aprile 2026 - 16:40
sparatoria bari vecchia
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Una raffica di colpi nella tarda serata ha rotto la quiete di via Pier L’Eremita, nel cuore di Bari Vecchia, riportando l’attenzione su un clima di tensione che negli ultimi mesi ha già visto diversi episodi simili.

Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, l’azione sarebbe stata un atto intimidatorio diretto a presunti affiliati al clan Strisciuglio. A esplodere i colpi sarebbero state almeno due persone, armate di una pistola calibro 7.65 e di una mitraglietta, poi dileguatesi a bordo di uno scooter.

Sul luogo dell’agguato la Polizia Scientifica ha repertato quattro bossoli, anche se non si esclude che gli spari siano stati più numerosi. I due soggetti, secondo quanto emerso, indossavano caschi integrali per non essere riconosciuti e sono riusciti a fuggire nonostante l’intervento delle forze dell’ordine, che li avrebbero intercettati senza però riuscire a bloccarli.

All’interno dell’abitazione colpita si trovava una donna di 85 anni, rimasta lievemente ferita, insieme alla figlia. Le loro condizioni non destano preoccupazione, ma l’episodio ha comunque generato forte allarme nella zona.

Le indagini sono affidate alla Squadra mobile della Questura, che sta lavorando per ricostruire con precisione la dinamica e il movente dell’agguato. L’ipotesi più accreditata è che si tratti di un episodio collegato alle recenti tensioni tra gruppi criminali rivali attivi sul territorio.

Il fatto, infatti, arriva a distanza di circa due settimane dall’omicidio di Filippo Scavo, 43 anni, considerato vicino al clan Strisciuglio, ucciso a Bisceglie il 19 aprile in una discoteca. Poche ore dopo, sempre nella città vecchia, era stato ferito un 21enne ritenuto vicino al clan Capriati, in quello che gli investigatori leggono come un ulteriore capitolo della contrapposizione tra fazioni criminali per il controllo dello spaccio di droga.

Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sulle indagini, che restano aperte a più piste mentre si lavora anche sull’analisi delle immagini di videosorveglianza della zona.

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