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Puglia, a Porto Cesareo scoperto nido di Caretta caretta: area messa in sicurezza

L'appello ai cittadini e turisti: "Adottate comportamenti responsabili"

Pubblicato da: redazione | Ven, 3 Luglio 2026 - 18:50
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Un nuovo nido di Caretta caretta è stato individuato nelle prime ore dell’alba lungo la costa dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, nel tratto di spiaggia compreso tra Torre Chianca e Torre Lapillo, nei pressi del Lido Bassamarea. Il ritrovamento conferma il ruolo sempre più rilevante di questo tratto di litorale per la nidificazione e la conservazione della tartaruga marina nel Mediterraneo.

A scoprire il nido è stata una volontaria del Centro Recupero Tartarughe Marine del Museo di Storia Naturale del Salento, impegnato in collaborazione con l’Area Marina Protetta nell’attività di monitoraggio delle nidificazioni lungo la costa del parco marino. Dopo l’individuazione delle tracce lasciate dalla femmina sulla sabbia, sul posto è intervenuto il direttore del Centro Recupero Tartarughe Marine, Piero Carlino, che ha confermato la presenza del nido attraverso l’analisi del “body pit”, l’area scavata dalla tartaruga durante la deposizione delle uova.

Le operazioni di tutela sono partite immediatamente. I volontari hanno provveduto a delimitare in via temporanea l’area, mentre gli operatori dell’Area Marina Protetta Porto Cesareo hanno completato la messa in sicurezza del sito con una recinzione, l’installazione della segnaletica informativa e il posizionamento di un datalogger, strumento che permetterà di monitorare costantemente la temperatura durante il periodo di incubazione.

L’intervento rientra nel progetto scientifico promosso dall’Area Marina Protetta Porto Cesareo e dal Centro Recupero Tartarughe Marine del Museo di Storia Naturale del Salento, finalizzato a censire la popolazione nidificante di Caretta caretta, raccogliere dati scientifici e mettere a punto strategie di tutela sempre più efficaci per una specie considerata vulnerabile. Alle attività ha preso parte anche l’Ufficio Locale Marittimo – Guardia Costiera di Porto Cesareo, che ha affiancato l’Area Marina Protetta nelle operazioni di protezione del nido, contribuendo a garantire la sicurezza dell’area durante tutte le fasi dell’intervento.

“Questo evento conferma ancora una volta l’importanza della nostra Area Marina Protetta quale luogo di straordinario valore per la tutela delle tartarughe marine, che scelgono questo tratto di costa come sito ideale per la nidificazione e la conservazione della specie”, ha dichiarato il direttore dell’Area Marina Protetta Porto Cesareo, Marco Dadamo. Da Dadamo arriva anche un appello a cittadini e turisti: “Rivolgiamo un invito affinché collaborino con noi, rispettando le aree protette e adottando comportamenti responsabili. Ogni nido rappresenta un indicatore della qualità ambientale del nostro mare e testimonia l’eccezionale valore ecologico di questo territorio. Abbiamo il dovere di custodire questo patrimonio e consegnarlo integro alle future generazioni”.

Il direttore dell’Area Marina Protetta ha inoltre ringraziato l’Ufficio Locale Marittimo – Guardia Costiera di Porto Cesareo, i volontari di Legambiente, gli operatori del CEA Porto Cesareo e il Centro Recupero Tartarughe Marine del Museo di Storia Naturale del Salento “che con professionalità, passione e spirito di servizio affiancano quotidianamente l’Area Marina Protetta nelle attività di monitoraggio, sensibilizzazione e tutela delle tartarughe marine”. Il nuovo ritrovamento, sottolineano dall’Area Marina Protetta, conferma l’efficacia delle attività di monitoraggio portate avanti negli anni e rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di salvaguardia della biodiversità marina e delle specie simbolo del Mediterraneo.

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