La Puglia si dota del primo Nucleo Tecnico Regionale per la gestione delle emergenze post-sismiche. Si è concluso infatti il percorso di formazione che ha abilitato i tecnici incaricati di effettuare il rilievo dei danni e la valutazione dell’agibilità degli edifici in caso di terremoto. Il corso, organizzato in due livelli – una formazione base di 20 ore e un percorso da Esperto Valutatore AeDES di 40 ore, tra lezioni teoriche e attività pratiche – ha consentito ai partecipanti di ottenere l’abilitazione come valutatori AeDES (Agibilità e Danno nell’Emergenza Sismica).
I professionisti potranno ora iscriversi all’Elenco regionale del Nucleo Tecnico Nazionale per il rilievo del danno e la valutazione dell’agibilità nell’emergenza post-sismica, per il quale il Dipartimento Protezione Civile e Gestione Emergenze della Regione Puglia ha già avviato l’iter di istituzione.
“La rete operativa del sistema regionale di Protezione civile oggi si rafforza grazie a questo corso di formazione e a voi, che avete deciso di mettere la vostra professionalità tecnica al servizio della comunità – ha dichiarato l’assessora regionale ai Trasporti e alla Protezione civile Debora Ciliento – dimostrando una sensibilità importante qualora si debbano affrontare situazioni di emergenza impreviste. La formazione non finisce mai, si arricchisce in aula ma ancora di più quando si va sul campo e si collabora mettendo in rete competenza ed esperienza per la tutela del bene comune”.
L’assessora ha inoltre sottolineato il valore del nuovo organismo per la sicurezza del territorio: “Vi ringraziamo perché state dimostrando un grande senso di responsabilità verso il territorio per la cura degli edifici ma anche della storia di ogni singola persona che essi contengono. Speriamo di vedervi poco all’opera e che quindi la natura non ci riservi brutti scherzi, ma se dovesse accadere qualcosa sappiamo che, accanto a tutti coloro che sono chiamati a intervenire, ci sarà anche un Nucleo Tecnico in grado di verificare in maniera accurata danni e agibilità dei nostri edifici, così da permettere il tempestivo rientro delle persone in casa o attivare l’iter più efficace per il recupero strutturale”.
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