“Sono orgoglioso di essere stato uno dei 20mila albanesi arrivati 35 anni fa a Bari”, perché “nonostante le mille difficoltà e il rimpatrio, alla fine ce l’abbiamo fatta e io continuo a raccontare quella storia ad amici, parenti e a mia figlia che ha dieci anni”. Sono le parole del ballerino Kledi Kadiu, accolto oggi al Comune di Bari dal sindaco Vito Leccese nell’ambito degli eventi che si stanno tenendo nel capoluogo pugliese per ricordare lo sbarco della nave Vlora, salpata da Durazzo e arrivata in Puglia l’8 agosto 1991 trasportando 20mila albanesi.
“Fu veramente un arrivo epocale – ha raccontato Kadiu – ed è una storia vecchia ma anche attuale, perché i sogni non si possono spegnere, perché gli arrivi sono sempre attuali, e tutti hanno diritto a una vita migliore”. Rispetto all’agosto del ’91, però, Kadiu osserva che il mondo “è cambiato, e non lo dico in maniera positiva. E’ cambiata l’umanità, c’è più individualismo, ognuno pensa a se stesso e c’è meno unione. Penso che la gente sia divenuta meno propensa al prossimo”. Cruciale il passaggio sui sogni, “che accompagnano tutti”, spiega Kadiu, ricordando come anche a bordo della Vlora ce ne fossero molti. “Come tutti i ragazzi giovani, guardavamo la TV italiana di nascosto in Albania, perché eravamo ancora sotto il regime, anche se era caduto da pochi mesi. Il sogno era quello di diventare un Raffaele Paganini, una Raffaele Carrà una Heather Parisi: erano i nostri miti alimentati dalla televisione italiana”. Nonostante il rimpatrio che seguì quello sbarco, “ho provato a ritornare in Italia – racconta ancora l’artista – e a inseguire il mio sogno con determinazione”.