Elisa è una delle artiste più complete e riconoscibili della musica italiana. Cantautrice, musicista e produttrice, ha costruito una carriera internazionale senza mai rinunciare alla sperimentazione. Ha cantato prevalentemente in inglese, ma anche in italiano, spagnolo, francese, sloveno, curdo e sardo, muovendosi con naturalezza tra pop, rock, elettronica, soul e atmosfere più intime. Mentre leggete questo articolo, vi consigliamo di ascoltare Luce (tramonti a nord est). È il brano che nel 2001 la portò alla vittoria del Festival di Sanremo e che ancora oggi racchiude molte delle caratteristiche della sua musica: delicatezza, intensità, ricerca sonora e una voce capace di arrivare lontano senza bisogno di alzarsi. Ma andiamo per gradi.
Dal Friuli Venezia Giulia ai primi palchi
Elisa Toffoli nasce a Trieste il 19 dicembre 1977 e cresce tra Gorizia e Monfalcone, in un territorio di confine che contribuirà a formare la sua sensibilità artistica. Fin da bambina si avvicina alla musica, alla pittura e alla danza. A undici anni comincia a scrivere testi e melodie, mentre a tredici si esibisce come corista e cantante in alcuni gruppi locali, alternando la musica al lavoro nel negozio di parrucchiera della madre. Tra le sue influenze figurano Björk, Dolores O’Riordan, Alanis Morissette, Tori Amos, Aretha Franklin, Ella Fitzgerald e Jim Morrison, ma anche autori italiani come Lucio Battisti, Mina, Francesco De Gregori e Ornella Vanoni. A sedici anni alcuni suoi provini arrivano a Caterina Caselli, che rimane colpita dalla sua voce e dalla sua scrittura e le propone un contratto discografico. Poco dopo Elisa parte per la California per lavorare al suo primo album.
“Pipes & Flowers” e una scelta controcorrente
Nel 1997 esce Pipes & Flowers, album d’esordio interamente scritto e cantato in inglese. Una scelta considerata insolita per un’artista italiana, ma che diventa presto il suo tratto distintivo. Brani come Sleeping in Your Hand, Labyrinth e A Feast for Me mostrano una giovane cantautrice già capace di costruire un universo personale, tra rock alternativo, sensibilità pop e influenze internazionali. Il disco ottiene un grande successo e conquista numerosi riconoscimenti, tra cui la Targa Tenco. Elisa comincia inoltre ad aprire i concerti di artisti come Zucchero ed Eros Ramazzotti, facendosi conoscere anche grazie a esibizioni dal vivo intense e lontane dagli eccessi.
La vittoria a Sanremo con “Luce”
Nel 2001 Caterina Caselli le propone di partecipare al Festival di Sanremo. Elisa, che non ha mai amato particolarmente le competizioni musicali, accetta soprattutto per permettere alla canzone di raggiungere un pubblico più vasto.
Sale sul palco dell’Ariston con Luce (tramonti a nord est), il suo primo brano pubblicato in italiano, scritto con la collaborazione di Zucchero. Il risultato è storico: Elisa vince il Festival, il Premio della Critica Mia Martini e numerosi altri riconoscimenti, diventando la cantante più premiata di quell’edizione. La canzone entra immediatamente nella storia della musica italiana e resta uno dei suoi brani più rappresentativi.
Tra inglese e italiano, senza scegliere una sola identità
Dopo Sanremo, Elisa non abbandona l’inglese. Continua invece a scrivere in entrambe le lingue, scegliendole in base alle emozioni e al messaggio che desidera trasmettere. Ha spiegato che, soprattutto agli inizi, cantare in inglese rappresentava una sorta di protezione: una lingua capace di farle esprimere pensieri profondi senza sentirsi immediatamente esposta. L’italiano, invece, viene utilizzato quando sente il bisogno che le parole arrivino in modo diretto. Nel corso degli anni pubblica brani diventati vere pietre miliari, tra cui Heaven Out of Hell, Broken, Together, Gli ostacoli del cuore, Eppure sentire, A modo tuo, L’anima vola, Se piovesse il tuo nome, Anche fragile e O forse sei tu.
Una voce prestata al cinema
Il rapporto tra Elisa e il cinema è uno dei più importanti della sua carriera. Le sue canzoni sono state utilizzate in numerosi film e lei stessa ha composto colonne sonore e interpretato brani originali. Nel 2003 registra una delicata versione di Almeno tu nell’universo per il film Ricordati di me. Più avanti collabora con Ennio Morricone per Ancora qui, inserita nella colonna sonora di Django Unchained di Quentin Tarantino. Con Love Is Requited conquista il Nastro d’Argento, mentre Proiettili (ti mangio il cuore), interpretata con Joan Thiele, le vale il David di Donatello come migliore canzone originale. Ha inoltre prestato la voce a personaggi animati come Poppy in Trolls e Nala ne Il Re Leone, duettando con Marco Mengoni in L’amore è nell’aria stasera.
Le collaborazioni che raccontano la sua versatilità
Elisa ha lavorato con alcuni dei più importanti artisti italiani e internazionali. Ha duettato con Tina Turner in Teach Me Again, con Giuliano Sangiorgi in Ti vorrei sollevare e Basta così, con Luciano Ligabue in Gli ostacoli del cuore e Volente o nolente, con Ermal Meta in Piccola anima e con Marracash in Neon – Le ali. A queste collaborazioni si aggiungono quelle con Giorgia, Francesco De Gregori, Rkomi, Jovanotti, Imagine Dragons, Matthew Bellamy dei Muse, Cesare Cremonini, Andrea Bocelli, Zucchero e molti altri. Elisa è anche un’autrice molto richiesta. Ha scritto brani per artisti come Emma, Elodie e Francesca Michielin, firmando canzoni diventate popolari come Distratto, Vertigine e Bagno a mezzanotte.
Il ritorno a Sanremo dopo ventuno anni
Nel 2022 Elisa torna in gara al Festival di Sanremo, ventuno anni dopo la vittoria con Luce. Presenta O forse sei tu, una ballata elegante e complessa che mette al centro la sua voce. Il brano si classifica al secondo posto e riceve il premio per la migliore composizione musicale. Elisa conferma così un rapporto particolare con Sanremo: due partecipazioni, una vittoria e un secondo posto.
L’impegno sociale e ambientale
La musica di Elisa è spesso accompagnata da un forte impegno civile. Negli anni ha partecipato a numerose iniziative benefiche dedicate alle vittime dei terremoti, ai bambini colpiti dalle guerre, alle donne vittime di violenza e alle popolazioni coinvolte in emergenze umanitarie. Ha preso parte ad Amiche per l’Abruzzo, Italia Loves Emilia, Una. Nessuna. Centomila e a eventi a sostegno di Emergency, Save the Children e UNICEF. Grande attenzione è dedicata anche all’ambiente. Nel 2022 il suo tour ha sostenuto il progetto Music for the Planet, finalizzato alla piantumazione di alberi, mentre nel concerto di San Siro del 2025 ha adottato soluzioni per ridurre significativamente le emissioni. Il suo impegno non appare separato dalla musica, ma ne rappresenta una naturale prosecuzione: raccontare il mondo significa anche provare a prendersene cura.
Il primo San Siro
Nel giugno 2025 Elisa raggiunge uno dei traguardi più importanti della sua carriera con il primo concerto allo stadio San Siro di Milano. Davanti a 54 mila spettatori, propone uno spettacolo di tre ore incentrato sulla musica, sulle collaborazioni e sulla sostenibilità. Sul palco la raggiungono artisti come Giorgia, Jovanotti, Ligabue, Cesare Cremonini, Giuliano Sangiorgi e Dardust.
Un evento che conferma il suo percorso: da adolescente timida che scriveva canzoni in inglese a una delle poche artiste italiane capaci di riempire uno stadio mantenendo intatta la propria eleganza.
Curiosità su Elisa
Non tutti sanno che Elisa apparve in televisione già nel 1992, quando partecipò a una tappa del programma Karaoke condotto da Fiorello, interpretando Questione di feeling. Il titolo del suo secondo album, Asile’s World, contiene il nome Elisa scritto al contrario. Anche Pipes & Flowers è legato a una sua passione giovanile: quella per i graffiti, nei quali disegnava spesso fiori che uscivano da tubi tridimensionali. Elisa è sposata dal 2015 con Andrea Rigonat, chitarrista della sua band e collaboratore artistico di molti suoi progetti. La coppia ha due figli, Emma Cecile e Sebastian. Un’altra curiosità riguarda la lingua: pur essendo diventata famosa cantando in inglese, il suo primo album interamente in italiano è arrivato soltanto nel 2013 con L’anima vola. Ha inoltre debuttato come attrice teatrale, regista di videoclip, fotografa, scrittrice e doppiatrice, dimostrando una creatività che va ben oltre la sola interpretazione musicale.
Una voce che non ha bisogno di dimostrare nulla
Elisa è riuscita a costruire una carriera senza affidarsi a un solo genere, a una sola lingua o a una sola immagine. Ha attraversato il rock, l’elettronica, il pop acustico, il cinema e il teatro mantenendo sempre una scrittura intima e riconoscibile. Dalla forza di Together alla delicatezza di A modo tuo, dalla luce di L’anima vola alle atmosfere di Se piovesse il tuo nome, ogni sua canzone sembra cercare un punto di incontro tra fragilità e forza. Ed è forse questa la caratteristica che la rende ancora oggi così amata: Elisa non canta per esibire la voce, ma utilizza la voce per dare spazio alle emozioni.