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Capitale Italiana del Volontariato 2028: al via il percorso di candidatura della Città di Bari

Cavone: "Bari non si candida semplicemente a vincere un titolo ma a portare sulla scena nazionale un patrimonio umano dal valore inestimabile"

Pubblicato da: redazione | Mar, 22 Settembre 2026 - 14:36
22-09-26 Bari si candida a Capitale Italiana del Volontariato 2028_al via l’annuncio ufficiale questa mattina in Fiera del Levante_3

Non un semplice atto formale ma una vera e propria alleanza d’intenti, un cantiere aperto di partecipazione cui tutte le realtà territoriali potranno contribuire. Così è stata presentata questa mattina, nel padiglione del Comune di Bari presso la Fiera del Levante, la candidatura di Bari a Capitale Italiana del Volontariato 2028.

All’iniziativa odierna, che segna di fatto l’avvio di questo nuovo percorso collettivo, sono intervenuti Michelangelo Cavone, assessore comunale alla Giustizia e al Benessere sociale e ai Diritti civili, Roberto Bellotti, rettore di Uniba, Elisabetta Vaccarella, vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia, Rosa Franco, presidente del Centro di Servizio al Volontariato San Nicola – ETS, don Lino Modesto, direttore della Caritas diocesana Bari-Bitonto, Annamaria Ferretti, presidente del Municipio I, Pasquale Chieco in rappresentanza di Anci Puglia e Davide Giove, portavoce del Forum del Terzo Settore Puglia – ETS.

La candidatura nasce dal presupposto che Bari e la sua area metropolitana custodiscono un capitale umano di inestimabile valore e il cuore di questa ricchezza è racchiuso nelle tantissime associazioni di volontariato che quotidianamente operano sul territorio: realtà dinamiche che rappresentano il vero tessuto della solidarietà locale e che vedono migliaia di donne e uomini mettere a disposizione della collettività, gratuitamente, il proprio tempo e competenze, le proprie energie e la propria capacità di cura. Un patrimonio che spesso agisce in silenzio e intercetta puntualmente i bisogni della comunità, intrecciando legami di prossimità. A candidarsi, dunque, non sarà solo una città ma un vero e proprio modello di comunità, con l’obiettivo di valorizzare e mettere in movimento l’immenso capitale umano di tutto il territorio e trasformarlo in una forza collettiva generativa.

L’assessorato comunale al Welfare avrà il compito di guidare questa candidatura secondo una visione di welfare generativo, fondata sulla corresponsabilità e sulla capacità di co-progettare le politiche sociali insieme alla comunità, in modo da mettere in comune singole risorse ed esperienze con l’intera dimensione metropolitana. In questa prospettiva il Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS, forte della sua radicata prossimità a questa fitta rete di associazioni cittadine e provinciali, assumerà un ruolo centrale in questo percorso.

“Bari non si candida semplicemente a vincere un titolo – ha dichiarato Michelangelo Cavone – ma a portare sulla scena nazionale un patrimonio umano dal valore inestimabile: quello delle migliaia di persone che ogni giorno scelgono di mettere tempo, competenze, energie e cura al servizio degli altri. Con il CSV, il Terzo Settore, le associazioni, le istituzioni e l’intera comunità vogliamo raccontare e rafforzare un modello che Bari pratica da tempo: nessuno salva una comunità da solo, ma una comunità che impara a prendersi cura di sé può cambiare il destino delle persone che la abitano. E credo che questo assuma un valore ancora più profondo nel tempo che stiamo vivendo: in un momento storico attraversato dall’odio, dalla violenza e da un individualismo sempre più esasperato, scegliere di occuparsi dell’altro, dedicargli gratuitamente una parte di sé e continuare a costruire legami è una straordinaria forma di resistenza.

Questa candidatura può portare alla ribalta nazionale un modello barese di volontariato e di comunità costruito negli anni, fatto di reti, esperienze e buone pratiche che ogni giorno producono risposte concrete. Vogliamo far conoscere questo patrimonio all’Italia, trasformarlo in un esempio capace di essere studiato, condiviso e replicato, perché ciò che Bari ha saputo costruire possa diventare un’esperienza utile anche ad altri territori e contribuire a tracciare una strada per il volontariato del futuro”.

“L’università è l’infrastruttura strategica delle città, che aiuta le città a vivere e svilupparsi al meglio, anche attraverso le attività di volontariato – ha commentato Roberto Bellotti -. Stiamo, quindi, cercando di promuovere una collaborazione con l’assessorato al Welfare, sia per una parte un po’ più tecnica, legata ai profili psicologici delle persone che hanno bisogno di assistenza, sia più in generale per l’attività studentesca che, attraverso il volontariato, può crescere e vivere un’esperienza universitaria più completa”.

“Bari non sta semplicemente inseguendo un titolo ma sta scegliendo di riconoscere e valorizzare una delle sue ricchezze più grandi, quella rappresentata dalle donne e dagli uomini che ogni giorno dedicano volontariamente tempo, energie e competenze agli altri – ha proseguito Elisabetta Vaccarella -. Il volontariato è una parte fondamentale della nostra comunità. È presenza, solidarietà, cura, capacità di intercettare i bisogni e trasformare le difficoltà in occasioni di partecipazione e di crescita collettiva.

La vera sfida non sarà soltanto arrivare al 2028, ma fare in modo che questo percorso lasci una rete più forte, nuove collaborazioni e una partecipazione ancora più ampia. Bari ha un grande capitale umano: oggi abbiamo iniziato a metterlo in movimento”.

“Uno dei motivi per cui vogliamo lanciare la candidatura di Bari Capitale del Volontariato – ha evidenziato Rosa Franco – è soprattutto voler dare un seguito al lavoro che facciamo nelle scuole, perché oggi dobbiamo aiutare i ragazzi ad avvicinarsi al terzo settore: è un mondo che sicuramente ha dei valori che i ragazzi, altrove, non trovano. Abbiamo esperienza. Siamo ponte con l’Oriente. Abbiamo una università che funziona e c’è un’ottima collaborazione con gli enti locali, in particolare con il Comune di Bari. Insomma, in questi anni abbiamo veramente costruito una rete che funziona, e su questo poggiamo la nostra candidatura”.

“Bari può essere candidata come Capitale del Volontariato – ha sottolineato don Lino Modesto – perché rappresenta tante associazioni e soggetti da sempre impegnati nel mondo del volontariato. Noi di Caritas Bari-Bitonto crediamo nel volontariato perché costituisce l’ossatura della nostra organizzazione, e crediamo che il volontariato possa davvero essere un valore aggiunto per la cittadinanza: è sicuramente scuola di umanità, comunità e cittadinanza, che permette di restituire dignità, costruire le comunità e rimarginare ferite. È un’opportunità anche per vivere la corresponsabilità nella città, perché in qualche modo non si tratta semplicemente di collaborare, ma di costruire insieme una città più vivibile, una città più a misura d’uomo che non lasci indietro nessuno”.

“Tutti i Municipi saranno attivi per fare in modo che questo obiettivo, che non è poi così lontano, si realizzi nel migliore dei modi – ha concluso Annamaria Ferretti -. La Città metropolitana di Bari merita di essere Capitale italiana del Volontariato, perché è una risposta alle migliaia di donne e di uomini che costantemente e quotidianamente istituiscono l’ossatura sociale e operativa di questa città”.

La fase conclusiva dell’evento, intitolata “Costruire il percorso partecipativo verso Bari Capitale del Volontariato”, è stata dedicata alle prime proposte di lavoro della rete dei partner, ponendo la prima pietra di un processo corale che vedrà l’intero mondo del Terzo Settore e le associazioni locali protagonisti assoluti dei prossimi mesi.

L’iniziativa è promossa dal Comune di Bari, dal Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS, da ANCI Puglia, dal Forum del Terzo Settore Puglia ETS e dalla Caritas Diocesana Bari-Bitonto, con il patrocinio del Presidente della giunta regionale della Puglia.

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