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Bracciante morto nel Foggiano, la Flai Cgil: “Nessuno chiami questa tragedia incidente”

Il sindacato chiede chiarezza sui trasporti e interventi immediati per sicurezza e alloggi

Pubblicato da: redazione | Lun, 10 Agosto 2026 - 14:59

Un bracciante agricolo è morto e altri nove sono rimasti feriti dopo il ribaltamento di un furgone che trasportava lavoratori di origine marocchina residenti a Torremaggiore, in provincia di Foggia. Il mezzo è finito fuori strada ieri, trasformando il rientro dal lavoro nei campi in una nuova tragedia. A intervenire è la Flai Cgil, che chiede di non archiviare quanto accaduto come una fatalità.

“Nove persone stipate su un furgone che si è ribaltato, trasformando il rientro dal lavoro nell’ennesimo dramma, nessuno deve chiamare questa tragedia un incidente. Queste sciagure, se ci fosse la volontà politica, potrebbero essere evitate”, afferma in una nota Silvia Guaraldi, segretaria nazionale della Flai Cgil. Per il sindacato, la morte del bracciante riporta al centro tre questioni irrisolte nel lavoro agricolo: la sicurezza dei trasporti, il mancato superamento dei ghetti e i ritmi di lavoro considerati insostenibili.

“Questo dramma ripropone con forza almeno tre dei tanti nodi irrisolti legati alla forza lavoro nei campi: l’insicurezza dei trasporti, il mancato superamento dei ghetti e i ritmi di lavoro devastanti”, prosegue Guaraldi. Secondo la Flai Cgil, dal 9 maggio a oggi sono 18 gli operai agricoli che hanno perso la vita. Il sindacato richiama anche le tragedie avvenute nel Foggiano nel 2018, quando, proprio su quelle strade, morirono in pochi giorni 16 lavoratori agricoli. “Il tempo delle parole e delle promesse è finito, servono fatti, vanno superate pastoie burocratiche e vanno adattati esempi come quello ferrarese di trasporto”, sottolinea la sigla. Sulla stessa linea interviene Antonio Ligorio, segretario generale della Flai Cgil Puglia, che chiede accertamenti immediati sulla dinamica dell’accaduto e sulle condizioni in cui avveniva il trasporto dei lavoratori.

“Chiediamo che venga fatta immediata chiarezza sulle dinamiche dell’incidente e sulle condizioni in cui avveniva il trasporto dei nove lavoratori. Non si può continuare ad aspettare, si dia immediata e concreta attuazione ai piani di sistemazione abitativa e ai servizi di trasporto protetto per i lavoratori agricoli”. La tragedia riapre così il fronte della sicurezza dei braccianti nel Foggiano, dove il lavoro nei campi continua spesso a intrecciarsi con problemi di mobilità, sfruttamento, precarietà abitativa e mancanza di servizi strutturati. Per la Flai Cgil non basta più intervenire dopo l’ennesima morte: servono soluzioni concrete per garantire trasporti sicuri, alloggi dignitosi e condizioni di lavoro rispettose della vita delle persone.

Foto repertorio

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