Tutti i gruppi politici presenti nel Consiglio Comunale di Bari hanno sottoscritto l’ordine del giorno per dedicare un luogo fisico della città ai bambini e alle bambine di Gaza. “Un atto di profonda umanità che ha visto la convergenza di quasi l’intera aula cittadina, con un’unica isolata eccezione, il consigliere del gruppo Futuro Nazionale, che si è rifiutato di firmare il documento”, si legge in una nota.
L’iniziativa, promossa dal consigliere comunale Italo Carelli primo firmatario dell’atto, impegna l’amministrazione a individuare uno spazio urbano simbolo di pace e memoria per le giovanissime vittime del conflitto. Il deposito dell’ordine del giorno è avvenuto oggi con una scelta fortemente simbolica, coincide infatti con l’arrivo a Bari del “Sudario delle bambine e dei bambini di Gaza”, il lungo telo di 25 metri recante i nomi degli oltre 18mila piccoli uccisi.
Di seguito le parole del consigliere Italo Carelli
«La sottoscrizione trasversale di questo ordine del giorno da parte della quasi totalità dell’aula è una testimonianza di profonda civiltà ed empatia. Aver protocollato ufficialmente l’atto proprio oggi ha un valore enorme, perché coincide con la presenza a Bari del ‘Sudario delle bambine e dei bambini di Gaza’, un’installazione che ci mette drammaticamente di fronte alla sofferenza degli innocenti e ci impone di restare umani. Voglio ringraziare sinceramente tutte le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione, che hanno compreso la natura puramente etica e universale di questo testo. Un plauso va ai partiti nazionali, il Movimento 5 Stelle, il Partito Democratico e Fratelli d’Italia, e a tutte le liste civiche collegate al sindaco Vito Leccese e ai candidati sindaco Michele Laforgia e Fabio Romito, che hanno dimostrato come su temi del genere non debba esistere alcun colore politico. Troviamo invece sconcertante, grave e inaccettabile l’atteggiamento di Futuro Nazionale, unico ad aver negato la propria firma. È mortificante constatare come, persino di fronte al dramma di migliaia di bambini uccisi e a una semplice richiesta di memoria e di pace, si riesca a cedere a meschini calcoli di bottega o a steccati ideologici. Voltare le spalle a un atto di fondamentale rispetto umano è una scelta ingiustificabile che si commenta da sola. Fortunatamente la città di Bari e la schiacciante maggioranza del suo Consiglio Comunale hanno dimostrato ben altro spessore, scegliendo con fermezza da che parte stare, dalla parte dell’umanità, del ricordo e della pace.»