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Trani, omicidio di Cosimo Quagliarella: il 17enne resta in carcere. «Inaudita gravità»

Convalidato il fermo per il giovane accusato della morte di Cosimo Quagliarella

Pubblicato da: redazione | Lun, 17 Agosto 2026 - 18:38
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Sarebbe stato commesso “con estrema spregiudicatezza” l’omicidio di Cosimo Quagliarella, il 18enne di Andria morto nella notte tra il 12 e il 13 agosto dopo essere stato accoltellato tre volte alla schiena. Il delitto è avvenuto in piazza Giovanni II a Trani, in presenza di altre persone.

Il gip del Tribunale per i minorenni di Bari, Giuseppe Iacobellis, lo scorso 15 agosto ha convalidato il fermo del 17enne tranese accusato del delitto. Il giudice ha ritenuto che quella “spregiudicatezza” lo avrebbe portato anche “a ideare e realizzare” la fuga, qualora non fosse stato sottoposto a fermo.

Il minorenne, che si trova nel carcere per minori Fornelli di Bari, è accusato di rissa e omicidio volontario. Le aggravanti della premeditazione e dei futili motivi, contestate dalla Procura minorile, non sono state riconosciute dal gip e dovranno essere accertate nelle successive fasi del giudizio.

La vicenda è iniziata poco prima della mezzanotte, quando il 17enne aveva partecipato a una grigliata insieme ad alcuni amici. A bordo di un’auto è arrivato un gruppo di ragazzi di Andria, tra cui la vittima. Secondo la ricostruzione investigativa, qualcuno avrebbe tirato fuori una pistola, puntandola con fare minaccioso contro un amico del 17enne.

Poco dopo, l’indagato sarebbe stato colpito prima con un pugno al viso da Quagliarella e poi alla nuca con un tirapugni da un’altra persona. A quel punto avrebbe tirato fuori dalla sella del suo scooter un coltello a scatto, con una lama lunga 10 centimetri, con il quale avrebbe colpito per tre volte alla schiena il 18enne.

Dopo il ferimento, il 17enne sarebbe fuggito e avrebbe lanciato in mare il coltello. Successivamente si è presentato in caserma e ha confessato il delitto. “Temevo un’imboscata”, avrebbe riferito a chi indaga.

Alla base della violenta lite ci sarebbe stato un interesse condiviso per una ragazza che per due anni avrebbe avuto una relazione con la vittima, per poi avere una frequentazione di poco meno di un mese con l’indagato e scegliere successivamente di tornare a vedere il 18enne.

Già l’11 agosto, secondo quanto emerge dalla ricostruzione, ci sarebbe stato un violento scontro tra il gruppo dell’indagato e alcuni amici della vittima.

Per il gip, alla luce della “inaudita gravità” di quanto compiuto e del “pericolo di reiterazione criminosa”, non c’erano alternative alla misura detentiva in carcere per il 17enne.

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