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Caro caffè, Bari tra le città con i rincari più alti: aumento del 39,5% in cinque anni

Lo studio

Pubblicato da: redazione | Mar, 18 Agosto 2026 - 16:35
tazzina caffè

Anche a Bari il rito del caffè al bar pesa sempre di più sul portafoglio. Secondo un nuovo studio del Centro di formazione e ricerca sui consumi, realizzato in collaborazione con Assoutenti, il prezzo dell’espresso in Italia è aumentato in media del 24,2% negli ultimi cinque anni. Ma nel capoluogo pugliese il rincaro è stato ancora più marcato: +39,5% rispetto al 2021. Un dato che colloca Bari tra le città dove la tazzina ha registrato gli aumenti più pesanti, dopo Pescara, dove il prezzo è salito del 49%, e Parma, con un incremento del 41%. Subito dopo Bari c’è Napoli, considerata la patria del caffè, con un rincaro del 37,8%.

A livello nazionale, sulla base dei dati ufficiali del Mimit raccolti nelle province italiane, un espresso costa oggi in media 1,29 euro, cioè 25 centesimi in più rispetto al 2021. Il prezzo varia però molto da città a città. Bolzano si conferma la più cara, con 1,51 euro a tazzina, seguita da Pescara a 1,49 euro. In totale sono 11 le province che hanno raggiunto o superato la soglia di 1,40 euro per un caffè al bar. Sul lato opposto della classifica c’è Messina, dove il prezzo medio è di 1,06 euro, seguita da Catanzaro a 1,08 euro.

Il quadro racconta un aumento diffuso, ma non sempre legato direttamente al costo della materia prima. Secondo il presidente del comitato scientifico del Crc, Furio Truzzi, infatti, “rincari che tuttavia non sembrano alimentati dalle quotazioni alle stelle della materia prima”. “Rispetto ai 5.600 dollari la tonnellata raggiunti nel 2025, le quotazioni del Robusta si attestano oggi attorno ai 3.900 dollari, mentre per l’Arabica i prezzi sui mercati scendono vicino ai 3,20 dollari per libbra, rispetto agli oltre 4 dollari dello scorso anno”, spiega Truzzi.

Alla base degli aumenti nei bar ci sarebbero quindi altri fattori. “Il rialzo dei costi energetici e di gestione in capo agli esercenti, che vengono poi scaricati sui prezzi finali al consumatore”, aggiunge. Assoutenti segnala anche un possibile cambiamento nelle abitudini degli italiani. “Le analisi di settore ci dicono che in fatto di caffè le abitudini degli italiani stanno cambiando”, osserva il presidente Gabriele Melluso. Nel 2026, infatti, cresce il consumo di caffè in chicchi, con un aumento delle vendite del 33%, mentre sempre più persone sembrano preferirlo a cialde e capsule. Una tendenza che, insieme ai continui rincari della tazzina, potrebbe incidere sul primato dell’espresso consumato al bar. Per Bari il dato resta significativo, in una città dove il caffè è parte della quotidianità, dalla pausa di lavoro all’incontro al bancone, l’aumento del 39,5% in cinque anni conferma come anche i piccoli consumi abituali siano ormai entrati nel conto più ampio del caro vita.

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