Rientra l’allarme alta tossica a Bari e nel Barese dove i valori dell’ostreopsis ovata, restano sotto la soglia di emergenza nei siti monitorati. È quanto emerge dai dati dell’utimo bollettino relativi alla presenza della microalga in alcuni punti marino-costieri pugliesi, con densità espressa in cellule per litro, effettuato nell’ultima parte del mese di agosto. Il parametro decisivo, ai fini sanitari, è quello della colonna d’acqua. Le linee guida dell’Istituto superiore di sanità, richiamate dal decreto ministeriale sulle acque di balneazione, fissano infatti la fase di emergenza quando la densità di Ostreopsis ovata supera le 30mila cellule per litro in colonna d’acqua.
Nei siti del Barese riportati nel monitoraggio — ditta Iom-ex Sansolive, Castello Santo Stefano, Molfetta 1 a Cala e Lido Trullo — non risultano superamenti di questa soglia. Il dato più alto in colonna d’acqua riguarda l’area Iom-ex Sansolive, dove si registra un valore massimo di 25.440 cellule per litro, quindi al di sotto del limite di emergenza. Diverso il quadro nelle acque di fondo, dove in alcuni casi la presenza della microalga appare più significativa. Sempre nell’area Iom-ex Sansolive, ad esempio, i valori arrivano fino a oltre 6,4 milioni di cellule per litro. A Castello Santo Stefano si registra un picco sul fondo superiore a 223mila cellule per litro, mentre a Molfetta 1 a Cala e a Lido Trullo i valori restano più contenuti e la colonna d’acqua risulta pari a zero nelle rilevazioni indicate. Va specificato che i valori sul fondo possono essere elevati, ma la soglia di emergenza richiamata dalle linee guida riguarda il superamento delle 30mila cellule per litro in colonna d’acqua, cioè il dato più direttamente legato alla balneazione e alla possibile esposizione dei bagnanti.
Nel resto della Puglia, invece, il monitoraggio evidenzia una situazione più variabile. In alcuni tratti costieri la presenza dell’alga risulta assente o scarsa, mentre in altri siti vengono registrate concentrazioni molto elevate, soprattutto nelle acque di fondo. In alcuni campioni pugliesi si raggiungono valori di milioni di cellule per litro sul fondo e, in almeno un caso, la colonna d’acqua supera la soglia di emergenza, arrivando oltre le 100mila cellule per litro. Tra i siti monitorati figurano anche aree del Leccese e del Tarantino, come Porto Badisco-scalo di Enea, Punta Macolone e Torre Columena. È proprio il quadro regionale a confermare la necessità di controlli costanti, soprattutto nei mesi più caldi, quando le condizioni del mare possono favorire la proliferazione della microalga.
L’Ostreopsis ovata può svilupparsi con temperature elevate, mare calmo e scarso ricambio delle acque. In caso di fioriture intense può provocare fastidi ai bagnanti, in particolare attraverso l’aerosol marino, con possibili irritazioni agli occhi, alla pelle e alle vie respiratorie. In caso di superamento della soglia di emergenza, Arpa Puglia comunica i dati a Regione, Asl e Comune competente, che possono valutare eventuali misure di prevenzione.