Un’altra donna uccisa per mano di un uomo. Lorena Isceri, 45 anni, è morta dopo essere stata gettata da un viadotto dell’A1, nel tratto che ricade nel comune di Barberino del Mugello, in provincia di Firenze. A ucciderla, secondo quanto ricostruito finora dagli investigatori, sarebbe stato l’ex compagno, Federico Vella, 36 anni, che subito dopo si sarebbe lanciato a sua volta nel vuoto.
La Procura di Firenze sta valutando l’ipotesi della premeditazione. Al momento è stato aperto un fascicolo per omicidio volontario contro ignoti, mentre gli accertamenti proseguono per ricostruire nel dettaglio le ultime ore della donna e la dinamica del femminicidio. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo avrebbe sequestrato l’ex compagna dopo averla aggredita in un garage nella disponibilità della donna, nel quartiere fiorentino di Rifredi. Resta da chiarire se Lorena sia stata legata con delle fascette e rinchiusa nel bagagliaio dell’auto. Da lì, secondo quanto emerso, sarebbe comunque a chiamare il 112 per chiedere aiuto. Ma a nulla è bastato. Lunedì 7 settembre sarà disposta l’autopsia per chiarire al meglio le dinamiche.
La morte di Lorena Isceri ha suscitato dolore anche a Bari, dove la donna aveva studiato e si era formata. Il Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro ha espresso “profondo dolore e sgomento per la tragica scomparsa della collega dottoressa Lorena Isceri, ennesima vittima di femminicidio”. “Lorena era una giovane donna dolce, sensibile e piena di vita, animata da entusiasmo, passione e grandi aspettative per il futuro”, scrive il Dipartimento in un messaggio di cordoglio. La 45enne, ricordano dall’Università di Bari, aveva condotto i suoi studi nel Dipartimento, dove si era laureata ed era stata abilitata all’esercizio della professione di medico veterinario.
“La sua perdita lascia un vuoto profondo in tutta la nostra comunità accademica”, si legge ancora nella nota. Il Dipartimento si stringe alla famiglia, agli amici, ai colleghi e a tutte le persone che le hanno voluto bene. Ma il ricordo di Lorena diventa anche un appello contro la violenza sulle donne. “Ricordare Lorena significa anche ribadire con fermezza che nessuna forma di violenza contro le donne può essere tollerata, giustificata o ignorata. La comunità universitaria è chiamata a promuovere ogni giorno una cultura fondata sul rispetto, sulla libertà e sulla dignità della persona”. Un dolore privato e collettivo, che attraversa Firenze e arriva fino a Bari, davanti all’ennesima vita spezzata e all’ennesimo femminicidio.
“La morte di Lorena Isceri, ci colpisce profondamente. Di fronte all’ennesima donna uccisa, lo sgomento non basta”, scrivono invece dall’Università di Firenze. “L’Università ribadisce con forza il proprio impegno nel contrasto alla violenza contro le donne, attraverso la formazione, la ricerca e la promozione quotidiana di una cultura del rispetto, della parità e dell’autodeterminazione. Alla famiglia di Lorena e a tutte le persone che le sono state vicine esprimiamo la nostra più sincera vicinanza”, concludono.
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