Una voce profonda e immediatamente riconoscibile, ritornelli costruiti per restare in testa e una capacità particolare di guardare al passato della musica pop senza sembrare mai fuori dal proprio tempo. Dua Lipa è riuscita in pochi anni a trasformarsi da giovane cantante che pubblicava cover su YouTube in una delle protagoniste della scena musicale internazionale. Nata a Londra il 22 agosto 1995 da genitori albanesi originari del Kosovo, Dua Lipa cresce musicalmente tra la capitale britannica e Priština. La musica entra presto nella sua vita anche grazie al padre Dukagjin, musicista rock prima di intraprendere un’altra carriera professionale. In casa ascolta David Bowie, Bob Dylan e i Police, mentre tra gli artisti che contribuiranno alla formazione del suo stile ci saranno anche Prince, OutKast, Gwen Stefani, No Doubt, Lady Gaga, Pink e Katy Perry. È ancora adolescente quando comincia a costruire il proprio percorso. A 14 anni pubblica su YouTube cover di artisti come Nelly Furtado, Pink e Christina Aguilera. Poi torna a Londra con un obiettivo preciso: provare a trovare il proprio spazio nella musica. Lavora anche come modella e nel 2012 pubblica il suo primo demo su SoundCloud. La svolta arriva nel 2015, quando firma con Warner Records e pubblica New Love. Poco dopo arriva Be the One, il brano che comincia a far circolare il suo nome in Europa e anticipa quello che diventerà il primo vero capitolo della sua carriera.
“New Rules” e la nascita di una popstar
Nel giugno del 2017 esce il primo album, semplicemente intitolato Dua Lipa. È il disco che definisce la prima identità musicale della cantante: pop, elettronica, influenze R&B e quella componente più scura che lei stessa ha definito “dark pop”. Ma soprattutto arriva New Rules. Il singolo diventa il primo numero uno di Dua Lipa nel Regno Unito e ottiene un enorme successo internazionale. Una canzone sulla necessità di imporsi delle regole per non ricadere in una relazione finita che diventa quasi un piccolo manifesto pop sull’indipendenza sentimentale. Nello stesso periodo brani come IDGAF, Be the One e Hotter than Hell consolidano la sua popolarità, mentre le collaborazioni ampliano ulteriormente il suo pubblico: Scared to Be Lonely con Martin Garrix, No Lie con Sean Paul e soprattutto One Kiss con Calvin Harris, altro brano capace di raggiungere la vetta delle classifiche britanniche. La ragazza che pochi anni prima registrava cover per internet è ormai diventata una popstar internazionale.
“Future Nostalgia”: guardare indietro per inventare il futuro
Se il primo disco aveva fatto conoscere Dua Lipa al grande pubblico, è con Future Nostalgia che la cantante definisce pienamente il proprio universo musicale. Già il titolo contiene una dichiarazione d’intenti: prendere le sonorità del passato e trasportarle nel presente. Il progetto recupera disco, funk e synth pop, trasformandoli in una produzione contemporanea. Don’t Start Now, pubblicata nel 2019, anticipa questa nuova fase, seguita da Physical, Break My Heart, Levitating e Love Again. Poi arriva il 2020.
Nel pieno delle prime settimane della pandemia, Future Nostalgia viene pubblicato il 27 marzo. Un disco nato per le piste da ballo si ritrova così ad accompagnare milioni di persone chiuse nelle proprie case. E forse anche per questo assume un significato particolare: ballare diventa, almeno per qualche minuto, una maniera per evadere. L’album raggiunge il primo posto nel Regno Unito e porta Dua Lipa verso una nuova dimensione internazionale. Nel 2021 arriva anche il Grammy come miglior album pop vocale. Nel frattempo continuano le collaborazioni. Tra le più importanti c’è Cold Heart con Elton John, pubblicata nel 2021 e diventata un altro numero uno britannico.
Una voce fuori dagli standard del pop
Parte della riconoscibilità di Dua Lipa passa proprio dalla voce. Il suo registro basso e leggermente rauco si distingue da quello di molte altre interpreti pop contemporanee e si presta tanto alle atmosfere malinconiche quanto alla musica dance.
Anche i testi spesso giocano su questo contrasto: si balla mentre si raccontano separazioni, desiderio, fragilità, attrazione e bisogno di ricominciare. È probabilmente uno dei segreti della sua musica. Dietro produzioni apparentemente costruite per la pista da ballo rimane quasi sempre una componente emotiva. Dua Lipa ha raccontato che il processo creativo può partire da una situazione o persino da un singolo verso, attorno al quale costruisce successivamente una storia. Esperienze personali che possono così diventare racconti universali.
Da “Barbie” a “Radical Optimism”
Nel 2023 arriva un’altra canzone destinata a diventare uno dei suoi brani più conosciuti: Dance the Night, inserita nella colonna sonora del film Barbie, nel quale Dua Lipa compare anche interpretando Barbie Sirena. Ma intanto una nuova fase musicale è già in preparazione. A novembre dello stesso anno pubblica Houdini. Seguono Training Season e Illusion, che anticipano il terzo album in studio, Radical Optimism, pubblicato nel maggio 2024. Il titolo racconta già molto del concept: scegliere una forma quasi radicale di ottimismo anche quando la realtà sembra suggerire il contrario. Con questo progetto Dua Lipa continua ad allontanarsi dalla ragazza di New Rules senza rinnegare ciò che l’ha resa riconoscibile. Rimangono il pop, il ritmo e la centralità della produzione, ma cambia ancora una volta il modo di combinarli. Radical Optimism debutta al primo posto in numerosi Paesi europei, compreso il Regno Unito, aprendo una nuova fase della carriera accompagnata dal Radical Optimism Tour.
Tra Londra e il Kosovo, le radici mai dimenticate
Dietro la dimensione internazionale della sua carriera rimane però un’identità profondamente legata alle origini familiari. Dua Lipa non ha mai nascosto il rapporto con il Kosovo, ma anche con la cultura albanese. Insieme al padre ha fondato la Sunny Hill Foundation, nata con l’obiettivo di sostenere anche i giovani artisti del Kosovo, mentre dal progetto è nato il Sunny Hill Festival di Priština. Nel 2022 ha ottenuto la cittadinanza albanese e nel 2025 anche quella del Kosovo, che si sono aggiunte alla cittadinanza britannica. Una storia personale divisa geograficamente tra luoghi differenti che sembra riflettersi anche nella sua musica: contaminare, prendere elementi diversi e costruire qualcosa di nuovo.
Dua Lipa, la nostalgia che continua a cambiare forma
Da Be the One a New Rules, da Don’t Start Now a Levitating, fino a Houdini e Training Season, Dua Lipa ha costruito la propria carriera attraverso trasformazioni continue senza perdere una cifra riconoscibile. Il pop degli anni Ottanta, la disco, l’elettronica, l’R&B e la dance entrano ed escono dalle sue produzioni, mentre quella voce bassa rimane il filo che tiene insieme tutto. Forse è proprio qui che si trova il significato migliore di quella “Future Nostalgia” scelta anni fa come titolo di un album: guardare indietro senza restare fermi nel passato. E continuare a ballare, mentre tutto intorno cambia.