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Turismo, dalla natura selvaggia ai paesaggi da cartolina: ecco Valle del Turano

Per la rubrica Turismo scopriamo un luogo "sospeso nel tempo" nella regione Lazio

Pubblicato da: redazione | Gio, 3 Settembre 2026 - 16:30
valle del turano

Un lago dalle acque che cambiano colore seguendo la luce, piccoli borghi medievali arrampicati sulle montagne, castelli, boschi e sentieri immersi nel verde. La Valle del Turano è uno di quei luoghi capaci di mostrare un volto meno conosciuto del Lazio, lontano dai grandi circuiti turistici e perfetto per chi cerca natura, storia e tranquillità. Ci troviamo in provincia di Rieti, in un territorio che guarda verso l’Abruzzo e che ha nel Lago del Turano il suo elemento più riconoscibile. Intorno, una costellazione di piccoli centri custodisce ancora architetture medievali, tradizioni, prodotti locali e un rapporto molto stretto con il paesaggio. Una destinazione da scoprire lentamente, magari seguendo le strade che costeggiano il lago e fermandosi ogni volta che il panorama lo richiede. Ma andiamo per gradi.

Una valle tra Lazio e Abruzzo

La posizione geografica ha avuto un ruolo importante nella storia della Valle del Turano. Il territorio si trova infatti tra il Carseolano, nell’attuale provincia dell’Aquila, e il Reatino e rappresenta da secoli un’area di collegamento tra Lazio e Abruzzo. In passato queste terre furono attraversate e influenzate da popolazioni differenti, tra cui Sabini, Equi, Marsi e Latini. Lo stesso fiume Turano, conosciuto anticamente con il nome di Tolenus, contribuiva a segnare naturalmente il confine tra le terre abitate dai Sabini e quelle degli Equi. Grotte, ripari preistorici e testimonianze archeologiche raccontano però una frequentazione ancora più antica. Nel corso dei secoli il territorio ha continuato a essere luogo di passaggio, anche grazie alla vicinanza con due importanti direttrici storiche come la Via Salaria e la Via Tiburtina Valeria.

Il Lago del Turano, protagonista del paesaggio

È impossibile raccontare questa valle senza partire dal suo lago. Incastonato tra i monti e circondato dai boschi, il Lago del Turano si trova a circa 536 metri di altitudine e si estende per una decina di chilometri. Nonostante il suo aspetto perfettamente integrato nel paesaggio, si tratta di un bacino artificiale, realizzato nel 1939 con la costruzione della diga del Turano. L’opera nacque con finalità legate alla produzione di energia idroelettrica e alla regolazione delle acque. Con il passare degli anni il lago è diventato anche una delle principali attrazioni turistiche della zona. Le sue rive sono oggi frequentate da chi cerca una giornata di relax, ma anche dagli appassionati di attività all’aria aperta. Si possono praticare kayak, vela e stand-up paddle, oppure semplicemente percorrere le strade panoramiche e osservare i paesi riflettersi sull’acqua. A rendere ancora più suggestivo lo scenario ci pensano il Monte Navegna, che raggiunge i 1.507 metri, e il Monte Cervia, alto 1.438 metri.

Undici borghi da scoprire

La Valle del Turano non è una singola destinazione, ma un territorio da esplorare tappa dopo tappa. Sono undici i borghi che compongono questo piccolo mosaico: Ascrea, Belmonte in Sabina, Castel di Tora, Collalto Sabino, Colle di Tora, Collegiove, Longone Sabino, Nespolo, Paganico Sabino, Rocca Sinibalda e Turania. Ognuno conserva una propria identità, ma a unirli sono soprattutto il carattere medievale, il rapporto con la montagna e quella sensazione di trovarsi in luoghi nei quali il tempo sembra procedere più lentamente. Tra i più conosciuti c’è Castel di Tora, arroccato sulle rive del lago e caratterizzato da vicoli, scalinate e case in pietra. Poco distante, Colle di Tora si sviluppa quasi come una terrazza sull’acqua. Da non perdere anche Collalto Sabino, con il suo impianto medievale dominato dal castello, e Paganico Sabino, immerso in un territorio che conserva numerose testimonianze della storia locale. Il consiglio? Non scegliere necessariamente un solo borgo. La vera esperienza della Valle del Turano sta proprio nel passare dall’uno all’altro, alternando centri storici, panorami e soste lungo il lago.

Tra boschi, montagne e sentieri

Per gli amanti della natura la valle offre numerose possibilità. Parte del territorio è legata alla Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia, dove boschi, rilievi e corsi d’acqua disegnano un paesaggio particolarmente adatto alle escursioni. Trekking e passeggiate permettono di raggiungere punti panoramici e attraversare ambienti ancora poco urbanizzati. Ma la valle è interessante anche per chi ama la fotografia naturalistica e il birdwatching, grazie alla varietà degli habitat presenti. Ogni stagione, inoltre, mostra un volto differente. La primavera porta colori e fioriture, l’estate permette di alternare montagna e lago, mentre l’autunno trasforma i boschi con il foliage. In inverno, soprattutto sulle quote più elevate, l’atmosfera cambia ancora e il territorio assume il carattere silenzioso tipico della montagna.

Non solo trekking: cosa fare sul lago

La Valle del Turano può essere scelta anche semplicemente per rallentare. Nei mesi più caldi alcune zone lungo le rive del lago sono attrezzate per trascorrere la giornata all’aperto e non mancano strutture dedicate alla ristorazione e al relax. Chi preferisce muoversi può invece scegliere gli sport acquatici, dalle escursioni in kayak al SUP, oppure partire alla scoperta dei percorsi che collegano i diversi centri abitati. Uno dei modi migliori per conoscere il territorio rimane comunque quello più semplice: percorrere la valle senza fretta, fermarsi nei borghi e alternare le visite culturali alle passeggiate nella natura.

Sapori e antichi mestieri

Un viaggio nella Valle del Turano passa inevitabilmente anche dalla tavola. Tra i prodotti legati al territorio troviamo miele, castagne e formaggi artigianali, ancora realizzati da piccoli produttori locali e protagonisti della cucina proposta da ristoranti e realtà del posto. Accanto all’enogastronomia sopravvivono inoltre diverse forme di artigianato tradizionale. La lavorazione del legno, della pietra, del ferro e della ceramica, insieme all’intreccio delle fibre naturali, racconta un’economia che per secoli si è sviluppata utilizzando soprattutto ciò che offriva il territorio. Musica, teatro, feste e sagre contribuiscono invece a mantenere vive le tradizioni dei piccoli centri e diventano un’occasione per conoscere la valle attraverso chi la abita.

Una destinazione per tutte le stagioni

La Valle del Turano non ha bisogno necessariamente di grandi monumenti o attrazioni spettacolari per conquistare chi arriva. La sua forza è nell’insieme: il lago, i boschi, le montagne e soprattutto i piccoli borghi che emergono dal paesaggio. È una meta adatta a una gita di un giorno, ma ancora di più a un fine settimana da trascorrere lentamente, passando dal trekking alle passeggiate nei centri storici, dagli sport sul lago alla cucina locale. Un angolo del Lazio nel quale natura e storia continuano a convivere e dove, tra una curva e l’altra della strada che costeggia il Turano, può bastare semplicemente fermarsi e guardare il panorama.

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