Non si ferma la scia di sangue sulle strade italiane, con un bilancio di vittime tra i pedoni che continua a crescere a ritmi preoccupanti. Secondo l’ultimo aggiornamento ufficiale diffuso dall’Osservatorio Pedoni ASAPS-Sapidata, il numero complessivo dei decessi dall’inizio del 2026 ha raggiunto quota 261. Una situazione di massima allerta, aggravata dal fatto che solo nell’ultima settimana sono stati registrati nove nuovi incidenti mortali, facendo balzare il dato rispetto ai 252 decessi conteggiati nei sette giorni precedenti.
La mappa nazionale della pericolosità stradale vede la Lombardia saldamente in testa alla classifica con 39 pedoni uccisi, di cui 5 concentrati nel solo comune di Milano. Seguono il Veneto con 28 casi e il Lazio a quota 26, dove la metà degli eventi (13) è avvenuta all’interno del territorio di Roma. Anche la Puglia mostra una vulnerabilità critica per chi si sposta a piedi: nella graduatoria delle regioni italiane si colloca all’ottavo posto con 16 vittime accertate dall’inizio dell’anno, staccando di pochissimo la Sicilia e la Liguria (entrambe a quota 15) e rincorrendo l’Emilia Romagna (17).
I dati emersi dal monitoraggio periodico di ASAPS confermano inoltre una specificità drammatica: la fragilità estrema della popolazione anziana. Poco meno della metà delle persone travolte e uccise sulle strisce o sui margini delle carreggiate stradali ha infatti più di 65 anni (114 vittime sul penultimo blocco analizzato). L’associazione evidenzia come questa strage silenziosa imponga una seria riflessione e, soprattutto, l’adozione immediata di interventi mirati sia sul fronte del rifacimento delle infrastrutture urbane, sia su quello della moderazione della velocità dei veicoli e del contrasto alle condotte di guida distratte o pericolose.