Il Comune di Bari introduce il “bollino di qualità etica” per i documenti amministrativi redatti secondo criteri di linguaggio inclusivo, accessibile e rispettoso delle differenze. La giunta comunale ha approvato all’unanimità il manuale operativo che disciplina l’utilizzo del nuovo strumento, su proposta della vicesindaca e assessora agli Affari generali Giovanna Iacovone. Il bollino sarà apposto sui documenti che, dopo una procedura di verifica, risulteranno coerenti con i criteri definiti dall’amministrazione. L’obiettivo è rendere riconoscibile l’impegno del Comune nella produzione di atti e comunicazioni istituzionali più chiari, accessibili e attenti alle differenze di genere e all’inclusività.
Il manuale approvato stabilisce le modalità di utilizzo del marchio, i criteri per la sua applicazione e gli strumenti messi a disposizione degli uffici. Tra questi c’è una check-list predisposta dal gruppo di lavoro dell’Ufficio Relazioni con il Pubblico, che consentirà agli uffici comunali di effettuare un’autoverifica dei documenti prima dell’apposizione del bollino. La verifica sarà una fase obbligatoria e propedeutica al rilascio del riconoscimento. In questo modo, il nuovo strumento entra nel lavoro quotidiano della macchina amministrativa, trasformando le linee guida sul linguaggio inclusivo in una procedura concreta.
Il provvedimento consolida un percorso avviato dall’amministrazione comunale nel 2024, con l’adozione delle “Linee guida per l’adozione di un linguaggio rispettoso delle differenze di genere e dell’inclusività nei documenti amministrativi”. A questo sono seguite attività di formazione e sensibilizzazione rivolte al personale, tra cui il corso sul “DEIA management nella pubblica amministrazione” e il compendio dedicato a parole e azioni inclusive e non discriminanti. Il lavoro ha riguardato anche la revisione linguistica della Guida ai servizi del Comune di Bari e della relativa modulistica. Con il bollino di qualità etica, questi principi vengono ora portati nella pratica ordinaria degli uffici e nella comunicazione rivolta alla cittadinanza.
“Il linguaggio non è mai soltanto una questione di forma: è il modo con cui un’istituzione riconosce le persone e costruisce la propria relazione con la comunità”, spiega Iacovone. “Per questo abbiamo voluto trasformare un principio in uno strumento concreto. Il bollino di qualità etica ci permette di portare l’inclusività dentro il lavoro quotidiano degli uffici, accompagnando chi produce gli atti amministrativi verso una comunicazione più chiara, accessibile e rispettosa delle differenze”, aggiunge la vicesindaca.
Per la Iacovone, una pubblica amministrazione che voglia essere davvero vicina alle persone deve saper parlare a tutte e tutti. “Il bollino non vuole essere un semplice marchio, quanto piuttosto un impegno a migliorare il modo in cui il Comune comunica, perché anche attraverso le parole si costruiscono partecipazione, riconoscimento e senso di appartenenza alla comunità”, sottolinea. Il progetto è inserito tra gli obiettivi operativi del Piano dettagliato degli obiettivi e Piano della performance 2026-2028. Tra i risultati attesi è prevista la pubblicazione sul portale istituzionale di almeno 100 documenti contrassegnati dal nuovo bollino. Con l’approvazione del manuale, la giunta ha dato mandato alla dirigente della ripartizione Affari generali, attraverso l’Urp, di procedere con gli adempimenti necessari per l’adozione e la diffusione dello strumento.
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