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Decaro sulla morte di Lorena: «L’amore e la violenza non sono conciliabili»

«Ieri ho parlato con Franco Isceri, il papà di Lorena»

Pubblicato da: redazione | Mer, 9 Settembre 2026 - 18:09
antonio decaro

«Sì, ammazzata per mano di un uomo. Va detto chiaramente». È da questa frase che parte la riflessione di Antonio Decaro sulla morte di Lorena Isceri, la 45enne uccisa giovedì 3 settembre dall’ex compagno, dopo essere stata rapita e chiusa nel bagagliaio dell’auto e poi lanciata da un viadotto dell’A1 all’altezza di Barberino. L’uomo, 36 anni, si è successivamente tolto la vita.

La donna era riuscita a dare l’allarme al 112, ma quando l’uomo ha visto arrivare i poliziotti l’ha spinta nel vuoto. Una vicenda sulla quale il presidente della Regione Puglia ha scelto di intervenire con un messaggio affidato ai social, dopo aver parlato con Franco Isceri, padre di Lorena.

«Ieri ho parlato con Franco Isceri, il papà di Lorena, la nostra giovane conterranea morta ammazzata per mano di un uomo», scrive Decaro, sottolineando la necessità di usare parole chiare di fronte alla violenza.

«Sì, ammazzata per mano di un uomo. Va detto chiaramente. In questo strano mondo c’è sempre qualcuno che prova ad attenuare, a modificare, a stravolgere la realtà».

Decaro racconta anche il colloquio con il padre della donna e la difficoltà di trovare parole davanti a un dolore così grande. «Ho provato, con Franco, a cercare parole di conforto. Ma di fronte al dolore più insopportabile di questo mondo, le parole di conforto non esistono».

Nel suo messaggio il presidente della Regione ricorda la voce e la dignità del padre di Lorena, insieme alla richiesta di non fare passi indietro nella lotta contro la violenza sulle donne. «Lo strazio della sua voce mi resterà dentro per sempre. Ma soprattutto terrò con me la straordinaria dignità di un uomo che, nonostante il dolore, ha avuto la forza di guardare avanti. Di chiedere a noi — come uomini, cittadini e rappresentanti delle istituzioni — di non arretrare di un passo nella lotta contro la violenza sulle donne».

Da qui l’appello a partire dall’educazione, soprattutto nelle scuole e fin dai primi anni. «Non esistono ragioni per ammazzare. L’amore e la violenza non sono conciliabili. Non c’è provocazione, mancata denuncia o tradimento che possa giustificare, o anche solo motivare, un femminicidio».

Decaro annuncia quindi la volontà di battersi perché nelle scuole pugliesi e italiane si insegni l’educazione all’affettività e alla sessualità. «Dobbiamo lottare perché nelle case, ma soprattutto nelle scuole e fin dai primi anni di età, si insegni ai nostri figli cosa vuol dire amare. Esattamente come facciamo con l’inglese. Mi batterò per questo: voglio che nelle scuole pugliesi e italiane si insegni l’educazione all’affettività e alla sessualità».

Nel post viene anche respinta l’idea che la risposta alla violenza possa essere la formazione di «uomini forti» chiamati a difendere «donne fragili». Per Decaro, invece, «È dovere di uno Stato moderno formare donne libere. E uomini che imparino a rispettare e ad amare quella libertà. Anche quando l’amore finisce».

Oggi la Puglia saluta per l’ultima volta Lorena nella sua città natale. E proprio da questa terra, conclude Decaro, arriva un appello alle forze politiche, alle associazioni e alle istituzioni: «costruiamo insieme un Paese che impari davvero ad amare».

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